Tribunale a rischio, sale la protesta

Cerella: avvocati mortificati. Il vicesindaco Fioravante: basta con le proroghe
VASTO. La drammatica situazione del tribunale di Vasto è finita all'attenzione dell'Associazione nazionale forense. Il sodalizio nel definire quello che accade una sorta di pena silente, chiede che la riforma che di fatto ha soppresso i tribunali di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano venga cancellata e che comunque il governo si adoperi per trovare un modo per far funzionare la giustizia. L'avvocato Giovanni Cerella, presidente delle camere penali, sollecita la collega Maria Sichetti, presidente del Consiglio dell'ordine forense, a convocare un’assemblea per fare il punto della situazione e decidere se necessario forme di protesta. Nel frattempo il vicesindaco di Vasto, Licia Fioravante, fa sapere che insieme ai Comuni di Sulmona, Lanciano e Avezzano è stato deciso di incontrare a breve il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. «Basta proroghe», afferma Fioravante, «il servizio della giustizia deve essere assicurato. Non si può garantire sicurezza se si cancella la procura vastese. Quello che subiamo sembra voler decretare la chiusura del presidio. Auspico interventi ad effetto permanente».
La procura vastese dovrebbe avere 19 dipendenti amministrativi e tre magistrati. Con il trasferimento del procuratore Giampiero Di Florio a Chieti , la figura del procuratore capo non c'è più e ad occuparsi delle procedure c' è un solo dipendente amministrativo. Intanto 800 cittadini attendono giustizia. Tanti i fascicoli bloccati in procura. «La situazione mortifica gli avvocati», dice l'avvocato Cerella, presidente delle camere penali. «Conoscendo il disappunto del presidente del Consiglio dell'ordine forense, l'avvocato Sichetti, le chiedo di convocare un’assemblea per affrontare la difficile questione e decidere il da farsi».
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