Tribunale a rischio Vasto si prepara per il sit-in di Roma

24 Maggio 2021

VASTO. La città si prepara alla battaglia in difesa del proprio tribunale. Il sindaco Francesco Menna parteciperà alla mobilitazione del 27 maggio a Roma. Con lui il Pd. Anche Mauro Nardella,...

VASTO. La città si prepara alla battaglia in difesa del proprio tribunale. Il sindaco Francesco Menna parteciperà alla mobilitazione del 27 maggio a Roma. Con lui il Pd. Anche Mauro Nardella, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Uilpa, contesta la paventata soppressione del presidio.
«Accogliamo con favore», annota la segreteria provinciale del Pd, «l’impegno e la grande mobilitazione che i sindaci stanno portando avanti insieme all'Ordine degli avvocati per la salvaguardia dei tribunali minori con i parlamentari del territorio affinché il tema venga affrontato e preso in carica dal governo. Servono azioni concrete che diano risposte in termini di legalità e sicurezza. Il tribunale rappresenta un indispensabile presidio non solo per combattere le infiltrazioni criminali, ma anche per dare un segnale forte e tangibile di contrasto all’illegalità e garantire allo stesso tempo sicurezza e serenità ai cittadini», ricorda la segereteria del Pd provinciale.
Gli emendamenti presentati dai deputati Stefania Pezzopane (Pd), Carmela Grippa e Valentina Corneli (M5S), Luigi D’Eramo (Lega) e Camillo D’Alessandro (IV) potrebbero non bastare. Per questo il Pd provinciale annuncia che parteciperà con un proprio componente alla mobilitazione che si terrà giovedì 27 maggio a Roma. L'obiettivo al momento è la proroga di almeno altri due anni.
«Quello che potrebbe verificarsi», interviene Mauro Nardella del sindacato Uilpa di polizia penitenziaria, «qualora entro il 2022 i tribunali non provinciali dovessero essere chiusi, sarebbe un’autentica disdetta sociale soprattutto nei confronti di chi già messo nelle condizioni di soffrire per l'attuale logistica infrastrutturale sarebbe costretto a sobbarcarsi chilometri di strade impervie per rispondere ad una causa o, semplicemente, assistere ad una qualsiasi udienza processuale». Generalizzare il concetto di provincialità sarebbe, a parere della Uipa, penalizzante. «Sarebbe il caso», dice Nardella, «di far leva su aree circoscrizionali. Sarà anche un sogno pensare ad una riforma giudiziaria che vada in questa direzione. Comunque sia, sognare non costa nulla. Non di minore importanza risulta essere la presenza di istituti di pena in tutti e quattro i comuni nei quali insistono i tribunali in odore di chiusura. Qualora dovesse passare la linea del rigore non è difficile pensare che a rimetterci sarebbero anche le economie legate a queste importanti e delicate realtà». (p.c.)
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