«Tribunale, Chieti troppo lontana»

L’Ordine degli avvocati rivendica l’unicum del presidio vastese: distante 80 chilometri dal capoluogo
VASTO. L’Ordine degli avvocati torna a rivendicare la sopravvivenza del tribunale di Vasto. Lo fa all’indomani dell’ispezione che ha evidenziato le criticità strutturali del palazzo di giustizia di Chieti e i problemi del tribunale dell’Aquila, e alla vigilia di un nuovo tavolo convocato dal governatore Luciano D’Alfonso e dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio per tornare a discutere della geografia dei tribunali abruzzesi.
A convincere gli avvocati vastesi a portare avanti la battaglia per il tribunale sono state le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli. La senatrice, nel confermare l’importanza del presidio istoniense, ha sollecitato i parlamentari del territorio ad un unirsi per rivendicare la sopravvivenza del tribunale di Vasto. «E noi torniamo a sollecitare l’occhio attento della politica», dice il presidente del consiglio dell’Ordine forense, l’avvocato Vittorio Melone, «lo facciamo perché siamo un punto di riferimento per i cittadini e le loro legittime aspettative. Non lo facciamo per noi. Gli avvocati lavorano in tutti i tribunali», rimarca Melone, «nei due anni che ci separano dalla chiusura definitiva del presidio saremo vigili e attenti nel percorrere tutte le strade possibili. Il percorso che intendiamo intraprendere è quello della valorizzazione di un “unicum” dei tribunali accorpati. Fra tutti i palazzi di giustizia italiani quello di Vasto è il tribunale “accorpato” più distante da quello “accorpante”: 80 chilometri in un territorio così delicato dal punto di vista della sicurezza. Un territorio con un bacino d’utenza così esteso e pieno di criticità. La politica dovrebbe comprendere che Vasto potrebbe essere l’unicum degli accorpati».
Melone non sarebbe soddisfatto da un eventuale rinvio della chiusura per poter sistemare i tribunali che, invece, resteranno attivi. «La proroga non ci aiuta», rimarca il presidente degli avvocati, «sui terminali del ministero di Giustizia il tribunale di Vasto risulta già soppresso. Questo di fatto impedisce anche un eventuale adeguamento del personale amministrativo. Non possiamo, quindi, essere soddisfatti per un eventuale rinvio. Dobbiamo insistere nel sostenere le ragioni legittime di sopravvivenza di questo presidio. Oltretutto, non è una soluzione che fa risparmiare. Confidiamo ora nel tavolo convocato dal governatore D’Alfonso. Cercheremo tutte le strade possibile per trovare una soluzione che risponda alle aspettative del territorio», conclude Melone.
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