Tribunale, chiusura tra un anno La protesta torna in Parlamento

16 Settembre 2021

Il sindaco Menna: avanti senza fermarci. Cordisco (Pd): è soltanto una questione di volontà politica Grippa (M5S): il governo chiarisca. Smargiassi (M5S): decisione folle. Marcovecchio (Lega): lotteremo

VASTO. La politica si ricompatta e cerca di trovare un modo per salvare il tribunale di Vasto e la sicurezza del Vastese. Il nuovo accorato appello lanciato dagli avvocati Vittorio Melone e Rosario Di Giacomo, presidente e componente il Consiglio dell'ordine e Fiorenzo Cieri, vicepresidente dalle Camere penali, è stato raccolto da diversi politici del territorio. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, nel ricordare al ministro Marta Cartabia che solo negli ultimi giorni le forze dell'ordine sono state impegnate a contrastare gravi attacchi della malavita pugliese all'Abruzzo (una rapina a Torino di Sangro, il furto di una Maserati e di un camion carico di 400 pneumatici), ha ribadito che non intende arrendersi alle decisioni del governo. «Sto lottando da dieci anni per questo. Continuerò a farlo. Con il collega di Lanciano Mario Pupillo abbiamo proposto una soluzione che, unendo in sinergia i nostri tribunali, permetterebbe di garantire la giustizia e la sicurezza. Purtroppo Roma dice no. Io continuerò a lottare», dice Menna .
D’accordo con lui il consigliere provinciale del Pd, Gianni Cordisco. «Stiamo lavorando da anni come comunità politica per salvare il tribunale. È un presidio indispensabile. È necessario che si accerti la volontà politica». La battaglia per la salvezza del tribunale non ha colore politico. Il deputato del M5S, Carmela Grippa, da tempo cerca di avere una interlocuzione con il ministro della giustizia. «Il Consiglio dell'ordine ha invitato la politica a pretendere il rispetto del Vastese. È quanto ho sempre fatto dal primo giorno della mia carica da deputato con atti concreti. Continuerò a farlo fino alla fine, ma sopratutto fino all’ottenimento di un risultato o di una posizione chiara da parte del governo e in questo caso del ministero competente».
La perdita fra un anno non solo del tribunale e della Procura ma pare anche del commissariato di polizia, terrorizza i cittadini. I Vastesi sono pronti a scendere in piazza se necessario. «All'interno dell'aula farò la mia parte», dice il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S). «Questa non è la battaglia di un partito. Sono convinto che solo mostrando unità d’intenti e fermezza si potrà riaprire la discussione. La chiusura di un presidio di legalità è una follia che una città come Vasto non può permettersi». Il consigliere regionale Manuele Marcovecchio (Lega) definisce la chiusura del tribunale «una decisione sciagurata e incomprensibile, alla quale tutta la politica abruzzese è contraria. Abbiamo dimostrato in tutte le sedi, numeri alla mano, che non è questione di costi. Al contrario con la soppressione i costi aumenteranno. Ci attendono mesi di lotta, anche dura se necessario, per far valere le ragioni del nostro territorio, perché in democrazia non possono prevalere le opinioni di pochi».
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