Tribunale, dal 3 giugno sì ai processi nelle aule

Trovato un percorso alternativo che consente di accedere a palazzo di giustizia in piena sicurezza. Nel primo periodo previsti trenta procedimenti a settimana
CHIETI. Dal 3 giugno, nelle aule del tribunale di Chieti, riprenderanno i processi nel pieno rispetto delle misure per contenere il rischio di contagio da coronavirus. Il nuovo provvedimento è stato firmato ieri mattina dal presidente Guido Campli. «A seguito di ripetuti sopralluoghi», si legge nel documento, «è stato possibile individuare un percorso alternativo per l’accesso all’aula 1 sita al piano terra del palazzo di giustizia di piazza San Giustino, con previsione anche di un separato percorso di uscita, che consentirà, sempre nei limiti della vigente normativa, la celebrazione, in orario pomeridiano differenziato articolato sui cinque giorni lavorativi, di circa trenta processi la settimana tra prime udienze e discussione, da dividere tra dibattimento e gip-gup». Questo sarà possibile fin dal 3 giugno, «ovvero non appena conseguita l’autorizzazione per l’acquisto di paletti guarda-file o tendi-nastro, la cui procedura sarà avviata oggi stesso, necessari per segnare il percorso, e completata la interlocuzione con l’istituto di vigilanza, necessaria per assicurare l’apertura del secondo accesso». Presto potrebbero esserci ulteriori novità: «Analoghe soluzioni», scrive Campli, «si stanno valutando per l’aula “Matteotti”, per la quale vi sono ulteriori problemi legati all’inservibilità dell’impianto di aerazione, e per una delle aule site al terzo piano del palazzo di giustizia (“Del Giudice” o “Magno”), per le quali la individuazione del percorso di uscita appare più problematica, ma non di impossibile soluzione, ove tutti si rendano disponibili a rinvenirla. Tutto ciò consentirebbe di celebrare sino a 90 processi la settimana e, dunque, nella migliore delle ipotesi, ad arrivare a circa 800 prima della sospensione feriale. Purtroppo soluzioni analoghe non appaiono, allo stato, rinvenibili per le udienze da tenersi presso il giudice di pace». In questo caso, infatti, gli uffici sono confinati in un palazzo condominiale, con tutti i limiti strutturali che ne conseguono.
Commenta Goffredo Tatozzi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Chieti: «Apprezzo moltissimo il provvedimento preso dal presidente del tribunale che, anche in questa occasione, ha manifestato una profonda sensibilità per le legittime richieste dell’avvocatura di riprendere il prima possibile la trattazione dei processi a palazzo di giustizia, nonché una grande disponibilità a trovare soluzioni tecniche che consentano l’accesso agli uffici giudiziari senza mettere a repentaglio la salute di magistrati, avvocati, cancellieri e privati. Sono certo che, a breve, si riusciranno a risolvere tutte le ulteriori problematiche connesse all’emergenza epidemiologica, tuttora in atto, per permettere agli avvocati di tornare alla piena attività lavorativa». (cr.ch.)
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