Tribunale, ecco i processi ai tempi del Covid

12 Giugno 2020

Febbre misurata all’ingresso, autocertificazione e udienze a porte chiuse: così cambia la giustizia

CHIETI. Mascherine, distanza di sicurezza, percorsi obbligati e udienze a porte chiuse. E ancora: febbre misurata all’ingresso e un’autocertificazione per dichiarare di non aver avuto, negli ultimi 14 giorni, contatti con casi positivi o sospetti di coronavirus. Così cambia la giustizia ai tempi dell’emergenza sanitaria. Sono ripartiti i processi in praesentia all’interno del tribunale di Chieti. Le misure per contenere il rischio di contagio da Covid sono racchiuse nel provvedimento firmato nei giorni scorsi dal presidente Guido Campli. Il ripristino dell’attività giudiziaria del settore penale – «nei ruoli monocratici del tribunale» – è stato disposto per «i procedimenti per i quali non sia possibile la celebrazione da remoto o non sia stato conseguito il necessario consenso». Al momento le udienze si tengono solo nell’aula 1, al pianterreno del palazzo di giustizia in piazza San Giustino. Ma si stanno studiando soluzioni per utilizzare, in sicurezza, anche altre aule: a partire dalla “Matteotti” e da quelle al terzo piano.
Il numero dei processi da trattare ogni giorno è piuttosto contenuto (ieri, ad esempio, ne erano in programma 5) per evitare sovrapposizioni e assembramenti. Le udienze in praesentia sono previste tutte di pomeriggio, tra le 14.15 e le 18.15, con il rispetto rigoroso dell’orario di chiusura per consentire il servizio di pulizia.
Non solo: l’accesso in tribunale è consentito non prima di cinque minuti dall’orario di fissazione del singolo procedimento e solo dopo che gli addetti alla vigilanza abbiano verificato che l’aula abilitata sia stata liberata dalle persone che prima la occupavano. Al mattino, invece, proseguono le udienze in via telematica. (g.let.)
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