Tribunale, la beffa della chiusura: bandiere a mezz’asta in Comune

31 Luglio 2021

La presidente del Senato stralcia l’emendamento che avrebbe tenuto in vita i piccoli presidi di giustizia Il sindaco Pupillo per protesta mette i vessilli a lutto. Vassalli (Ordine avvocati): offesi anche i cittadini

LANCIANO. «A brindare ora è la criminalità organizzata». È l’amara considerazione del sindaco Mario Pupillo dopo l’atto di imperio con cui la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ha stralciato l'emendamento di proroga al 2024 dei tribunali abruzzesi, tra cui quello di Lanciano. «Un atto che colpisce a morte la democrazia parlamentare ma soprattutto il nostro territorio», dice il sindaco che ha fatto issare in Comune le bandiere a mezz'asta insegno di lutto. Pupillo che era tra i pochi a non aver brindato al via libera delle commissioni all'emendamento sulla proroga e ieri temeva la beffa, che poi è arrivata. «Ero preoccupato perché c’è sempre stata l’avversione del governo a questo emendamento che invece aveva tutti i requisiti per passare», spiega il sindaco. «Quello che ha fatto Casellati è un gesto di una gravità inaudita che apre una voragine nello Stato di diritto, un gesto irriverente, illogico e antidemocratico che colpisce a morte la democrazia parlamentare e con essa la rappresentanza di interi territori», dicono Pupillo e la presidente dell’ordine degli avvocati di Lanciano Silvana Vassalli. «I senatori che all'unanimità si erano espressi per l'emendamento in tutte le commissioni parlamentari», continuano i due, «sono stati scavalcati e offesi e con essi i cittadini, i sindaci e tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione e il diritto alla giustizia di prossimità. L'emendamento votato all'unanimità da tutti i senatori, compresi i rappresentanti di Forza Italia - il partito di Casellati - prevedeva la proroga della funzionalità di 4 tribunali abruzzesi cancellati ora per volere di una persona». E la Vassalli si pone una domanda condivisa da molti: «Perché, una persona che non conosce i nostri territori, compie un gesto del genere? È stato un gesto di autonoma iniziativa o qualcuno più in alto di lei le ha ordinato di farlo?».
Un gesto che chiude i tribunali dal 14 settembre 2022. «È la morte di un territorio, con danni economici, perché attorno al tribunale ruotano negozi, attività e tanto altro, sociali e culturali», aggiunge il sindaco, «e poi si spalancano le porte alla criminalità che avrà territorio libero dalla Puglia a Pescara». Con la chiusura dei tribunali infatti va via la Procura e diminuiscono le forze dell'ordine. «Condivido le parole della presidente Vassalli e del sindaco», commenta Luca Scaricaciottoli, presidente della camera penale di Lanciano (che pure scomparirà). «Il governo non ha mai voluto difendere i tribunali abruzzesi pur non conoscendo le peculiarità del territorio. La proroga serviva per verificare queste particolarità e inoltre permetteva di lavorare agli accorpamenti Lanciano-Vasto e Avezzano-Sulmona, che ora non si potranno fare. La chiusura vuota parte della Regione, crea problemi economici, sociali, culturali, ma anche logistici, perché Chieti e L'Aquila non hanno spazi per i 4 tribunali, e una serie di problemi pratici, ad esempio iscrizioni e rinvio delle cause che si prospetta avranno tempi biblici, altro che efficienza».
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