Tribunale Lanciano-Vasto: la Lega si spacca

Lanciano. L’assessore regionale Campitelli al sindaco di San Salvo: «Il no alla fusione è tuo e non del partito»
LANCIANO. «Quanto affermato da Tiziana Magnacca e da alcuni consiglieri della Lega sul tribunale di Vasto e il fatto che debba essere scisso da Lanciano è una interpretazione personale, di sindaco e consiglieri che difendono il proprio presidio di sicurezza, non è la linea del partito della Lega». È l’assessore regionale leghista Nicola Campitelli a intervenire dopo la bordata lanciata dal sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, i consiglieri Emanuela De Nicolis, Tony Faga e Carla Esposito, e i consiglieri comunali di Vasto Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro, tutti della Lega, che hanno di fatto scaricato l'accordo di un tribunale diffuso tra Lanciano e Vasto, messo nero su bianco dai sindaci Francesco Menna (Vasto) e Mario Pupillo (Lanciano) e dai rispettivi consigli comunali come ulteriore soluzione per salvare almeno uno dei due presidi di giustizia a sud dell'Abruzzo. I rappresentanti della Lega hanno invece precisato che: «non esiste e non deve esistere alcun piano B per il tribunale di Vasto, ma una sola ipotesi, ossia che il tribunale deve mantenere la sua piena funzionalità e la completa autonomia», facendo storcere il muso anche a colleghi di partito.
La linea della Lega dettata da Luigi D’Eramo non vede infatti divisioni e fughe in avanti. Campitelli rimarca che la linea del partito è: «per la tutela e la salvaguardia di tutti e quattro i tribunali cosiddetti minori. Noi puntiamo in primis alla proroga dell’apertura fino al 2023, poi siccome non ci fidiamo di questo governo nazionale stiamo vedendo come poter aiutare a sostenere le spese vive dei tribunali. Hanno tutti e quattro i numeri per restare aperti e sono tutti sullo stesso piano».
E l’accordo? Non entra nello specifico Campitelli, oggi a Lanciano per l’incontro sul tribunale con Pupillo e 41 sindaci del territorio, ma fa capire che l’unione resta un’ipotesi alternativa, ora serve avere la proroga per tutti e 4 i presidi.
Anche il sindaco Pupillo ha cambiato prospettiva. «Resta la fiducia nell’accordo con Vasto», dice il sindaco, «ma la priorità ora è per tutti la proroga e l’autonomia dei presidi; l’accordo resta un’alternativa». Ribadito dal presidente del tribunale Riccardo Audino che a Roma ha evidenziato anche come «necessario per la funzionalità del servizio giustizia mantenere il tribunale di Lanciano», e che «l’accorpamento con Chieti, di Lanciano e Vasto, lascerebbe il territorio provinciale meridionale privo di presidi giudiziari, mentre sarebbe positivo tra le tante proposte alternative, un tribunale diffuso con un polo civile su Lanciano ed uno penale a Vasto».
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