Tribunale, nuova protesta Giudici di pace in sciopero

6 Maggio 2019

Da oggi scatta l’astensione da tutte le udienze per contestare la riforma Orlando Poi tocca ai magistrati onorari: «Penalizzati pesantemente a livello economico»

VASTO. La giustizia si ferma per protesta. Alle manifestazioni annunciate dal consiglio dell'ordine forense si aggiunge lo sciopero dei giudici di pace e dei giudici onorari. La magistratura onoraria vastese scende sul piede di guerra. Le associazioni di categoria hanno proclamato una astensione generale dalle udienze da oggi al 17 maggio dei giudici di pace e dal 13 al 17 maggio dei vice procuratori onorari e dei giudici onorari di pace addetti ai tribunali ordinari. I magistrati onorari hanno chiesto più volte al governo di modificare la riforma Orlando della magistratura onoraria, ritenuta estremamente penalizzante sotto il profilo economico e delle tutele. L’emolumento mensile per il magistrato onorario è di circa 700 euro netti, per due udienze settimanali. Questo perché la loro funzione è ritenuta una professione temporanea e compatibile con lo svolgimento di altre attività lavorative. Non è prevista nessuna indennità in caso di malattia o maternità. Lo stesso vale per i contributi pensionistici. Un anno fa, il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone (Lega) avviò un tavolo tecnico che avrebbe dovuto trovare una alternativa alla riforma Orlando. Così non è stato. La protesta della magistratura onoraria sarà un grosso problema per tribunale di Vasto che sta già lavorando in condizioni estremamente critiche per la mancanza di dipendenti amministrativi. A maggior ragione se si considera che dall'8 maggio parte lo sciopero dei penalisti e, a seguire, le astensioni dalle udienze di tutti gli avvocati del foro di Vasto dal 13 al 18 maggio e un’assemblea straordinaria degli avvocati, in programma il 13 maggio. In altre parole: il clima a palazzo di giustizia non è dei migliori. Le toghe vastesi sono esasperate. Le motivazioni della protesta sono state spiegate in una delibera del consiglio dell’ordine forense inviata al ministero della Giustizia, alla commissione parlamentare di garanzia della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, al consiglio nazionale forense e al presidente della Corte d’appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera. L'organico amministrativo è più che dimezzato ed è estremamente difficoltoso tenere le udienze. «In un territorio», ha scritto il presidente del consiglio dell'ordine Vittorio Melone, «che è teatro di un preoccupante incremento di fenomeni criminosi, la situazione è intollerabile». Si registrano ritardi anche nell’invio dei fascicoli di primo grado alla Corte d’appello. E sono in grave ritardo le procedure propedeutiche alla liquidazione del patrocinio a spese dello Stato, così come quelle per la liquidazione delle difese di ufficio rimaste insolute dall’imputato.
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