Tribunale, plauso al referendum

Le Camere penali: questo presidio è la trincea contro le infiltrazioni malavitose
VASTO. L’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha dichiarato conformi le richieste presentate da 5 Consigli regionali: Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia e Abruzzo. Gli avvocati delle Camere penali del tribunale di Vasto hanno accolto con soddisfazione la notizia. Non hanno mai smesso di combattere per difendere un tribunale che lo stesso presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso della sua recente visita a Vasto, ha definito baluardo di legalità.
«Questo tribunale rappresenta la trincea per difendere tutto l’Abruzzo dai tentativi di infiltrazioni camorristiche e mafiose», affermano gli avvocati Giovanni Cerella, Fiorenzo Cieri e Angela Pennetta. «La dimostrazione è il processo che si svolgerà in città il 3 febbraio 2015: 81 persone alla sbarra con l’accusa di associazione di stampo camorristico. Mai in nessun tribunale d’Abruzzo si è celebrato un processo così delicato sfociato da una inchiesta altrettanto delicata e pericolosa», rimarca l’avvocato Cieri.
Con il referendum e il parere dei cittadini che dovrebbero essere chiamati a decidere se mantenere o cancellare le novità legislative, le sorti del Palazzo di giustizia vastese potrebbero essere migliori di quanto prospettato. Il tribunale di Vasto insieme al presidio di Lanciano, verrebbe accorpato a Chieti. «Una iattura che paralizzerebbe l’attività giudiziaria e toglierebbe al territorio un importate presidio di legalità», insistono Cerella, Cieri e la Pennetta.
La decisione della Corte di Cassazione che ha dichiarato ammissibili i tre quesiti per il nuovo referendum nazionale chiesto dal Consiglio regionale contro il taglio dei tribunali cosiddetti “minori” fa tirare una boccata d'ossigeno a tutti gli operatori. Un anno fa la Consulta aveva bocciato una prima richiesta referendaria.Ora il parere favorevole della Cassazione riapre la partita.
(p.c.)
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