Tribunale, vertice a Roma con i parlamentari abruzzesi

30 Ottobre 2019

Il sindaco Pupillo chiede al sottosegretario Castaldi di convocare un incontro «Vogliamo sapere che cosa bisogna fare subito per evitare il rischio chiusura»

LANCIANO. Tribunale a rischio chiusura: la convocazione al più presto di un incontro a Roma con i parlamentari abruzzesi, è stata chiesta dal sindaco Mario Pupillo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri per i rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi. Un impegno preso da Pupillo durante l’assemblea con i 41 sindaci dei Comuni ricadenti nella competenza territoriale del tribunale di Lanciano, tenutasi lo scorso 24 ottobre alla presenza anche di diversi consiglieri regionali, comunali e di numerosi addetti ai lavori. «È un incontro che ho chiesto a nome anche degli altri sindaci dei tribunali abruzzesi soppressi», precisa Pupillo, «per accelerare, per capire le azioni da intraprendere con urgenza in ordine alla revisione della riforma della geografia giudiziaria che di fatto lascerebbe l’Abruzzo meridionale senza presidi di giustizia. Primo obiettivo, anche più semplice da portare a Roma, è quello di ottenere una proroga, come chiesto già dai presidenti dei tribunali e degli ordini degli avvocati, almeno fino al 2023. L’obiettivo principale resta quello di riaprire i presidi, ma quello più veloce è la proroga, visto che tra un mese c’è il decreto “milleproroghe” (provvedimento con cui, di prassi, il governo a fine anno allunga alcune scadenze, ndc). Ai parlamentari della nostra terra porteremo un dossier, con dati, documenti per far capire l’importanza dei “piccoli” tribunali e dimostrare che con le chiusure non c’è risparmio ma spreco (oltre 20 milioni di euro in più l’anno costerebbe la soppressione, ndc), ci sarebbero danni anche sociali, aumento delle disuguaglianze, della criminalità. Faremo capire loro che insieme possono e devono lottare e salvare i presidi. E devono farlo in fretta, perché i tempi stringono, anche per il milleproroghe».
Unione che è emersa con forza nell’assemblea lancianese in cui i sindaci hanno anche deciso di fare una delibera da condividere nei 41 Comuni, in cui si sostiene il tribunale di Lanciano, anche con documenti e dati scientifici, che ne mostrano la necessità, da inviare al governo e il coinvolgimento della popolazione nella lotta, perché la difesa del tribunale è difesa della sicurezza, della legalità, ma anche dell’economia del territorio. «Abbiamo visto il territorio finalmente compatto su un obiettivo comune: salvare il tribunale di Lanciano», dicono i consiglieri di Libertà in Azione Tonia Paolucci, Antonio Di Naccio e Riccardo Di Nola. «Si è ammesso che in questa zona esiste un problema di sicurezza, con infiltrazioni criminali che non possono essere affrontate senza un presidio di giustizia come il tribunale e il rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine. Condividiamo in pieno le istanze per mantenere operativo il nostro tribunale (che ha bisogno di personale altrimenti da gennaio ci sarà il collasso, ndc) anche se l'ipotesi di lavorare per ottenere solo una proroga di due anni della chiusura, ci pare un giocare al ribasso. Ad ogni modo ora non è il momento delle polemiche», concludono i consiglieri, «ma di restare uniti». E’ un’occasione, forse l'ultima, per dimostrare che Lanciano non è sola e che può tornare a contare su tutti i tavoli dove si discutono le scelte strategiche per l’Abruzzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA