Tribunali salvi per altri tre anni

24 Dicembre 2018

Vasto e Lanciano, slitta la chiusura. Menna: «Ma ora c’è bisogno di personale»

VASTO. Slitta al 2021 la chiusura dei tribunali di Vasto e Lanciano. A garantire la sopravvivenza del presidio per altri tre anni è il maxi emendamento approvato in Senato. «Questo emendamento è lo strumento necessario per creare le basi concrete per l’individuazione di nuovi criteri per l’accesso alla giustizia», dicono i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle.
Anche il sindaco di Vasto Francesco Menna, che da mesi combatte per evitare la chiusura del tribunale, è fiducioso. Insieme al sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, Menna aveva elaborato anche un progetto che prevedeva l’accorpamento dei tribunali di Vasto e Lanciano per evitare la soppressione. Ora l’auspicio di Menna è che insieme alla proroga arrivi anche il personale amministrativo: «Il personale amministrativo», dice Menna, «è assolutamente inadeguato alla portata e ai carichi di lavoro. La cronaca quotidiana e l’elenco di processi delicatissimi racconta quanto importante sia il presidio di giustizia istoniense». Grazie al Consiglio superiore della magistratura, l’organico dei giudici è al completo, ma il ministero non ha riaperto le assunzioni di personale amministrativo e gli ultimi 11 dipendenti amministrativi sono finiti tutti a Chieti, lasciando Lanciano e Vasto con posti scoperti. Nel 2018, il personale amministrativo del palazzo di giustizia di Vasto ha perso 4 unità e, a breve, sono previsti altri pensionamenti. «L’organico del personale amministrativo», conferma il presidente del Consiglio dell’ordine forense, l’avvocato Vittorio Melone, «è inferiore del 40% rispetto al previsto. Tutta colpa delle assunzioni bloccate per i tribunali cosiddetti minori. La carenza di personale amministrativo è stata definita dal presidente del tribunale Bruno Giangiacomo «una fase di eccezionale difficoltà che peggiora l’impegno dei magistrati». Menna ha assicurato che, per quanto di sua competenza, si impegnerà per far sì che il numero dei dipendenti torni a cifre adeguate alla mole di lavoro che viene svolto quotidianamente. (p.c.)
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