Tributi sottratti al fisco, assolto Di Cicco

2 Marzo 2016

Mozzagrogna, il titolare dell’azienda di liquori era accusato di non aver pagato imposte doganali

MOZZAGROGNA. Il tribunale di Lanciano ha assolto Antonio Di Cicco, 72 anni, titolare della Di Cicco Liquori (stabilimento a Mozzagrogna e sede legale a Villa Santa Maria), perché il fatto non sussiste. Si chiude, con un secondo successo, la battaglia della ditta di liquori contro l’Agenzia delle dogane di Pescara. «La guerra contro le dogane non finisce mai e pure questa volta anno perso», dice Francesco Di Cicco, amministratore dell’azienda, «è stato un processo durato quasi sei anni e abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia». Di Cicco, difeso dai legali Carlo Della Vedova di Roma e Roberto Chiacchiari di Lanciano, era stato accusato di aver sottratto bevande alcoliche, destinate alla consegna a società inglesi e francesi, al pagamento dell’accisa per 348mila euro. Il reato sarebbe stato commesso negli anni 2006, 2007 e 2008. Il tribunale ha accertato che la ditta «operava in regime di sospensione dei diritti dell’accisa, nel senso che la circolazione dei prodotti sottoposti a detto regime avveniva in ambito comunitario tramite depositi autorizzati a riceverli sulla scorta del documento amministrativo di accompagnamento». L’accisa deve essere esigibile nello Stato comunitario ove il prodotto è immesso per il consumo; quando non è possibile accertare se le merci spedite in regime di sospensione siano effettivamente giunte a destinazione e immesse per il consumo, l’accisa è esigibile nel Paese di origine. Per il tribunale di Lanciano non vi è alcun riscontro in atti, neppure documentale, alle informazioni ricevute dall’Agenzia delle Dogane italiana.

Matteo Del Nobile