Tributo a Marchionne, la proposta di Febo

4 Agosto 2023

«La figura e l’opera del nostro concittadino merita di più dell’intitolazione di un campo sportivo»

CHIETI. Un campetto alla villa comunale e non solo. Per valorizzare la storia e le origini di Sergio Marchionne, manager teatino noto a livello internazionale per aver guidato il gruppo Fiat, l’amministrazione comunale ha in programma più di un’iniziativa. «La figura e l’opera del nostro concittadino Marchionne merita molto di più che l’intitolazione di un campo sportivo», ha detto Luigi Febo, presidente del consiglio comunale, «per questa ragione e anche per evitare che il suo nome diventi appannaggio di iniziative politiche inappropriate, mi farò promotore di una condivisione ampia e trasversale affinché si trovi il giusto tributo alla memoria di un personaggio teatino tanto straordinario». La proposta di dedicare il campo della villa a Marchionne è stata avanzata sabato scorso durante un appuntamento dedicato proprio al manager teatino e che cadeva in concomitanza dell’anniversario della sua scomparsa. «A cinque anni dalla sua morte, Chieti deve e può fare di più per ricordare la sua vita», ha aggiunto Febo, «per questa ragione alla prossima riunione dei capigruppo del consiglio comunale porterò le basi di un’idea che costruiremo insieme a tutte le forze politiche, ma non solo a quelle perché il nome di Marchionne deve unire tutta la comunità, per l’importanza che ha avuto e che continua ad avere a fronte delle competenze e di un talento riconosciutogli a livello mondiale». Il nome del manager teatino non dovrà, quindi, essere legato alla politica «perché», ha aggiunto Febo, «mai il suo nome è stato accostato a questo o quel partito, ma dobbiamo coinvolgere la sua città, che è fatta di forze economiche, civiche, culturali, nonché sportive, perché in vita il nostro manager ha praticato anche lo sport qui a Chieti». E per dare il giusto tributo a Marchionne, l’amministrazione ha previsto ampie iniziative. «Un luogo, un monumento, un evento che si ripeta e che abbia nei giovani e nel loro futuro un simbolico passaggio di testimone», ha concluso Febo, «questo serve per far fare passi avanti a una vita che si è interrotta prematuramente e per dare alla sua visione altro tempo. Dobbiamo costruire questo come amministrazione dandogli qualità, futuro e un orizzonte concreto da realizzare insieme». (e.g.)
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