Tricalle, 200 firme per la fontana
I residenti: va riportata davanti alla chiesetta, intervenga il sindaco
CHIETI. Duecento firme per chiedere di riportare al suo posto la fontana della chiesetta del Tricalle, scomparsa dopo la ristrutturazione del sito. Al Tricalle protestano i cittadini per il restauro voluto dalla Sovrintendenza archeologica. «Da un giorno all’altro è stata distrutta la fontana situata davanti al tempietto paleocristiano», dice l’editore Massimo Pamio, tra gli animatori della protesta. La petizione popolare sarà inoltrata al sindaco Diego Ferrara perché intervenga nei confronti della Sovrintendenza per richiedere il ripristino della fontana fatta realizzare da don Gaetano Di Sipio, sacerdote dal 1963 al 1969 nella parrocchia di Santa Maria del Tricalle, non ancora sconsacrata. «La fontana», continua Pamio, «costituiva anche un pezzo della memoria storica del Tricalle. Alcuni cittadini, come Guido Di Muzio, Massimo Di Credico e Davide Laudadio, ci hanno raccontato quando nella giovinezza si recavano al fiume Pescara per pescare pesci che poi liberavano nella fontana, dove giocavano anche le bambine, come Mariagrazia Del Monaco, che si rammarica che la ex chiesa sia stata sconsacrata. Un forsennato sviluppo urbanistico ha snaturato il significato centrale e dominante del tempietto di Santa Maria del Tricalle, che, affossato tra edifici moderni costruiti a ridosso, ora si pretende, da parte della Sovrintendenza, di reintegrare per un uso sociale. Elementi vicini alla sensibilità popolare come la fontana e il mosaico sono stati distrutti per essere sostituti con elementi di arredo urbano incomprensibili alla popolazionee che li paragona a un cimitero di tombe di travertino». (a.i.)
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