Trigano Van, a casa un centinaio di operai

La crisi che sta colpendo Stellantis si riverbera sull’azienda di produzione di camper e motorhome: via i contratti a termine
PAGLIETA. Brutte notizie per la Trigano Van, fiore all'occhiello per la produzione di van, camper e motorhome su base Ducato con due stabilimenti in Val di Sangro e che perde, in queste settimane circa 100 dipendenti tra contratti a termine e contratti di somministrazione non rinnovati. L'onda lunga della crisi che sta colpendo il mercato di riferimento dello stabilimento Stellantis Europe Atessa, con un drastico calo della richiesta di veicoli cabinati (quelli proprio relativi al mercato dei van del marchio francese) e dei cosiddetti furgonati, provoca conseguenze dirette anche nelle aziende clienti, tra cui Trigano, che si serve esclusivamente da Stellantis. A darne notizia è Achille Di Sciullo, della segreteria Uilm Chieti-Pescara che già un mese fa aveva lanciato l'allarme sulle difficoltà degli stabilimenti di Paglieta.
«Da comunicazioni aziendali», spiega Di Sciullo, «già dalla fine di luglio usciranno i primi lavoratori dallo stabilimento, dal momento che i contratti in scadenza non sono stati rinnovati. La decisione coinvolge un centinaio di lavoratori, un numero molto consistente per l'economia territoriale. Inoltre, sempre da fonti aziendali, da settembre partirà la cassa integrazione. Siamo molto preoccupati», prosegue il rappresentante Uilm, «come avevamo già detto un mese fa, la dirigenza locale è in difficoltà e i due stabilimenti stanno vivendo un momento particolare dopo gli exploit produttivi che hanno accompagnato questo marchio negli ultimi anni. C'è confusione, non c'è un piano industriale chiaro e non ci sono certezze sul futuro. Non si possono illudere i lavoratori: chiediamo risposte immediate alla casa madre che deve fornire informazioni e dati certi».
L'invito, per la Uilm, è anche quello a trovare altri clienti da cui rifornirsi, per evitare di essere legati indissolubilmente al destino di Stellantis, dai cui sobbalzi produttivi, in negativo e in positivo, si determina l'andamento di Trigano. La Trigano van, del celebre gruppo francese leader della costruzione di veicoli plein air, a giugno aveva avviato la cassa integrazione parziale per un massimo di 345 dipendenti su un totale di circa 500 lavoratori. Il provvedimento di Cigo era stato sottoscritto con i sindacati e aveva riguardato, fino al 9 giugno, solo alcune decine di lavoratori.
«Eravamo stati tacciati di essere poco informati e forse troppo allarmisti», conclude Di Sciullo, «ma a distanza di un mese lo schema si ripete e si aggrava. Vogliamo risposte definitive e rapide: il futuro di questi due stabilimenti dipende soprattutto dalle scelte e dalla lungimiranza industriale della casa madre».
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