Trigano Van apre un nuovo stabilimento

Boom di mercato per la multinazionale che “attrezza” i Ducato Sevel: a settembre altre due linee produttive e 25% in più di operai
PAGLIETA. È l’anno della svolta il 2020 per la Trigano Van. Ne sono convinti il direttore dello stabilimento Giancarlo Finizio e la responsabile delle risorse umane, Daniela Cioffi, e non solo perché a settembre la multinazionale francese, che i cugini d'oltralpe chiamano Triganò, inaugura un nuovo stabilimento e darà lavoro al 25% in più degli attuali lavoratori. Ma perché l’azienda che produce camper, caravan e roulotte partendo dallo “scheletro” del Ducato Fiat che arriva direttamente dalla dirimpettaia Sevel, ha un futuro ancora tutto da scrivere.
IL SETTORE. La Trigano Van è l’unico stabilimento in Italia specializzato nella realizzazione di camper e roulotte. Il mercato, ancor prima del Covid che ha solo rallentato la corsa dell’azienda abruzzese, è di quelli in via di espansione. I più appassionati nell’acquisto di “piccole case viaggianti” made in Val di Sangro sono la Francia e la Germania, ma il gradimento della realtà abruzzese è così in ascesa che mentre il mercato del van sale del 25% quello specifico della Trigano vola del 52%. Merito di una concezione tutta italiana nella qualità dei materiali, della prestazione di motori e componenti meccaniche e di un design italiano che fa impazzire i clienti esteri. Il settore, una volta in mano a piccoli costruttori e carrozzerie, sta esplodendo. E ingolosisce anche grossi marchi dell’automotive e gruppi automobilistici, soprattutto dagli Stati Uniti, grandi utilizzatori di motorhome e camper. È il made in Italy che farà la differenza.
L’AZIENDA. La Trigano Van dà lavoro a circa 210 dipendenti. Il grande salto, dopo l’avvio nel 2004, c’è stato nel 2016 e fino al 2018. Poi una fase di stabilità e, oggi, il rilancio. L’azienda produce 24 veicoli al giorno per una decina di società. A settembre sarà aperto il nuovo stabilimento con due linee di produzione distinte e il 25% in più dell’attuale forza lavoro.
LA SFIDA. Alla guida dell’azienda ci sono due professionisti capaci e caparbi, e con una ragione in più per riscattare questo territorio. Giancarlo Finizio e Daniela Cioffi lavoravano ai vertici della Honeywell. Hanno assistito, da vicinissimo, ad una delle più tragiche vertenze del territorio, una delocalizzazione che ha lasciato dietro di sè la perdita di centinaia di posti di lavoro. È forse anche per questo che da due anni alla Trigano Van si va così veloci e così tenacemente sintonizzati sull’obiettivo: la sensazione che tutto può finire in un attimo, ma anche la consapevolezza che competenza, disciplina e inventiva acquisite in tanti anni di Honeywell possano creare qualcosa di grande. Si è passati così dalla fascia di mercato media alle gamme “bassa” e “lusso”, ed è stato come un tornado. Dal settembre 2019 al settembre 2020 la produzione ha superato il 50%. È la fascia bassa quella che dà maggiori soddisfazioni. Perché un camper basico, con un’ossatura e una meccanica uguale a quelli di fasce più alte, e per di più anche bello, è quello che in economia si chiama “business idea”, ossia la capacità di cambiare le regole del gioco e trarne vantaggio, una strategia vincente.
L’APPELLO AL TERRITORIO. «Abbiamo in Val di Sangro un polo industriale molto importante, ma ciò che ci penalizza è la dislocazione geografica che ci allontana dall’Europa». Finizio è chiaro: bisogna intervenire con ogni mezzo per facilitare il compito degli imprenditori di creare opportunità sul territorio. C’è bisogno di tutto: strade, infrastrutture, un’autostrada efficiente, un porto che colleghi, dall’Adriatico al resto d’Europa, una rete ferroviaria dedicata a tutto il polo industriale. Politica e istituzioni devono fare la loro parte. Oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi.
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