Trivelle in Adriatico Castaldi (M5S): «L’idea è aberrante»
VASTO. «L’idea di trivellare nell’Adriatico è aberrante, pericolosa e non guarda al futuro». Lo afferma il senatore Gianluca Castaldi, portavoce del Movimento Cinquestelle a Palazzo Madama, che oggi...
VASTO. «L’idea di trivellare nell’Adriatico è aberrante, pericolosa e non guarda al futuro». Lo afferma il senatore Gianluca Castaldi, portavoce del Movimento Cinquestelle a Palazzo Madama, che oggi coordina l’incontro transfrontaliero Italia-Croazia in programma a Vasto al Camping Village Grotta del Saraceno dalle 9,30.
Incontro al quale partecipano: Vito Petrocelli, portavoce del M5S al Senato, componente la commissione industria, commercio, turismo; con un messaggio video da Bruxelles Piernicola Pedicini e Daniela Aiuto, portavoce del M5S al Parlamento europeo; Pietro Smargiassi, portavoce del M5S Regione Abruzzo, componente la commissione agricoltura, sviluppo economico e attività produttive; Alessandro Giannì, direttore delle campagne GreenpeaceItalia; Giorgio Zampetti, responsabile di Legambiente Italia; Augusto De Sanctis, referente del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua.
In collegamento via Skype ci sono poi: Ivan Sincic, esperto di ingegneria energetica, presidente del movimento Zivi Zid-Barriera Umana, un giornalista freelance operante in Croatia.
«Bisogna salvare il nostro mare», afferma Castaldi, «In questo giorno non ricorderemo solo la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, ma daremo anche il via alla lotta di liberazione dell’Adriatico dall’occupazione delle trivelle. Nel solo Abruzzo, se si sommano gli ettari dei titoli già concessi con la estensione delle istanze presentate e in corso di valutazione», spiega Castaldi, «si arriva a 469.731 ettari, di cui 277.488 in mare. Nel mare italiano sono circa 32mila i chilometri quadrati interessati da attività o richieste di ricerca e 97 mila i chilometri quadrati interessati da istanze di prospezione».
A questa situazione va ora ad aggiungersi il piano di sfruttamento dei fondali avviato dalla Croazia nella parte dell’Adriatico di sua pertinenza; un piano finalizzato all’estrazione di petrolio e gas.
«Non sfuggono a nessuno», conclude il senatore Castaldi, «i motivi per i quali un piano di trivellazioni in un mare chiuso come l’Adriatico sia un’idea folle e sconsiderata».
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