Troppe tasse, ferramenta chiude «Hai un negozio? Devi morire»

Manifesto con tanto di costi e ricavi affisso alla vetrina di un’attività commerciale di corso Mazzini Scarano (Confcommercio): «Chi resta aperto ci rimette perché con gli incassi non copre le spese»
VASTO. Le saracinesche abbassate e un cartello che, nella sua crudezza, racconta l’amara realtà di tanti commercianti, costretti a chiudere le loro attività perché con i magri incassi non riescono neanche più a coprire le spese. “Hai un negozio? Devi morire”, questa la scritta che campeggia sul manifesto affisso su una storica ferramenta di corso Mazzini che ha chiuso definitivamente i battenti.
I titolari hanno affidato a quel messaggio, osservato con curiosità dai passanti, tutta la loro amarezza: hanno voluto denunciare una pressione fiscale soffocante, un carico di tasse e balzelli sempre più difficile da sopportare. Non è che una delle tante attività che in questi mesi hanno abbassato le saracinesche, un fenomeno che è ben visibile soprattutto nel centro storico.
Insomma, la realtà dei fatti sembra essere molto diversa dall’immagine di una città in crescita dipinta nella conferenza stampa di fine anno dal sindaco Luciano Lapenna che a sostegno della sua tesi ha fornito alcune cifre. «A dispetto di quanti parlano di città morta, il dato sulle attività commerciali è più che positivo», aveva annotato il capo della giunta, che aveva parlato di 249 attività produttive aperte nel 2014 a fronte di appena 40 chiusure, aggiungendo che Vasto è « l’unica realtà ad avere un saldo attivo».
Ma è proprio così? Chi opera nel settore da tanti anni parla di una realtà molto diversa, fatta di sacrifici e di rinunce, di negozi che chiudono perché i titolari non riescono neanche più a sostenere l’affitto dei locali. «La situazione è tutt’altro che florida», attacca Franco Scarano, delegato di Vasto della Confcommercio che vanta una esperienza quarantennale nel comparto dell’abbigliamento, «molte attività chiudono e chi continua a restare aperto ci rimette di tasca propria, non riuscendo neanche a coprire le spese. Deve cambiare il sistema di tassazione», conclude il commerciante che al pari dei colleghi lamenta un carico fiscale eccessivo.
Dello stesso avviso sono le opposizioni consiliari. «Lapenna vive su un altro pianeta», attacca Etelwardo Sigismondi, capogruppo consiliare di Fratelli D’Italia, «basta farsi un giro nel centro storico e dare un’occhiata ai cartelli che campeggiano sulle vetrine dei negozi chiusi per rendersi conto che la situazione a Vasto non è per niente idilliaca come sostiene invece il sindaco. I dati forniti durante la conferenza stampa di fine anno sono fuorvianti, la realtà è molto diversa. Ci sono attività che vengono delocalizzate, altre che diversificano la vendita, altre ancora che chiudono senza che vengano restituite le licenze, forse in attesa di tempi migliori», conclude il consigliere comunale. (a.b.)
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