Troppi candidati in corsa Il rischio è restare fuori
Verso le regionali, liste affollate a Lanciano: c’è il pericolo di non eleggere nessuno Tre assessori in lizza oltre ai big della politica chietina: i voti potrebbero disperdersi
LANCIANO. Un piccolo esercito di candidati che rischia, ancora una volta, di non far eleggere nessuno tra i banchi dell’Emiciclo per tutti e tre gli schieramenti di centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle. È la fotografia dei lancianesi al voto per le imminenti elezioni regionali del 10 febbraio. Anche nelle scorse tornate elettorali ci hanno provato in tanti, ma gli ultimi candidati eletti sono stati Emilio Nasuti (originario e residente tuttavia a Castel Frentano) con la giunta Chiodi e, più recentemente, Camillo D’Alessandro (Arielli) e Antonio Innaurato (Gessopalena) sotto la giunta D’Alfonso. Eppure a provarci, ogni volta, sono in tanti. Ben tre esponenti di giunta dell’esecutivo del sindaco Mario Pupillo hanno deciso di appoggiare il candidato presidente del centrosinistra Giovanni Legnini. Si tratta del vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, che tenta l’impresa che prima di lui era stata avviata dal compianto vice sindaco Pino Valente (1.058 voti con Abruzzo Civico per Luciano D’Alfonso) e che tuttavia, non fu eletto. Sempre con Legnini si candidano gli assessori alle politiche ambientali Davide Caporale e alle politiche sociali Dora Bendotti. «Un esecutivo distrutto dalle ambizioni politiche di ben tre assessori», aveva bollato la scelta la capogruppo di Libertà in azione, Tonia Paolucci, «ne va di mezzo l'azione amministrativa quotidiana». «Non è la Paolucci a controllare le presenze negli uffici dei vari assessori», replica il sindaco Pupillo, «che invece stanno lavorando indefessamente ogni giorno come hanno sempre fatto. Sono persone responsabili di cui ho moltissima stima: quelle della minoranza sono valutazioni insensate. Oltretutto la nostra è una delle giunte più coese e durature d'Italia, evidentemente si vorrebbe che litigassimo, ma, mi spiace per la Paolucci, questo non accadrà».
Ma intanto la “coperta” elettorale diventa stretta. Tra i candidati lancianesi e gravitanti in qualche modo su Lanciano ci sono nomi importanti che potrebbero far disperdere in mille rivoli la possibilità di una elezione, sia a destra che a sinistra. Forte di una presenza massiccia in diverse battaglie ambientali in tutto l’Abruzzo è Alessandro Lanci, fotografo di Frisa, candidato con Legnini presidente, la stessa lista dell’assessore Bendotti che, tuttavia, deve vedersela anche con altre donne conosciute in città, come l’avvocatessa Simona Auriemma, nella sua stessa lista, di Atessa, ma operante nel foro di Lanciano. Sempre di Lanciano e sempre con Legnini si candida nella lista +Abruzzo il medico chirurgo Arianna Manzi. E tra i grandi collettori di voti si contano, a destra e a sinistra, diversi big della politica che non sono di Lanciano, ma che attingeranno al bacino di voti lancianese. Tra questi Emilio Nasuti e Mauro Febbo (Forza Italia), Silvio Paolucci e Antonio Innaurato (Pd). Sempre nel centrodestra, al seguito del candidato presidente Marco Marsilio, si contano a Lanciano e su Lanciano l’ex presidente del consiglio comunale e della fiera Donato Di Fonzo (Fratelli d’Italia), l’ingegnere e lancianese di adozione Antonello Di Campli Finore (Idea-Udc-Dc), il candidato consigliere Nico Campitelli (Lega) della vicina Castel Frentano e il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, sempre per la Lega, che tuttavia a Lanciano è conosciuto per aver ricoperto l’incarico di presidente del comitato ristretto dei sindaci nella EcoLan. Anche Gianni Bellisario, sindaco di Perano, punta su Lanciano dal momento che svolge la sua professione di avvocato nel foro frentano. Va meglio per il Movimento 5 Stelle che schiera il lancianese Francesco Taglieri Sclocchi, infermiere al Renzetti.

