Troppi contagiati: Caldari è zona rossa

Ieri la decisione del presidente della Regione Marsilio fino al 10 aprile. Morta un’altra anziana nella contrada: aveva 85 anni
ORTONA. Troppi decessi - l’ultimo ieri - e troppi contagiati da coronavirus: Villa Caldari diventa zona rossa. Il provvedimento, preso ieri e che aumenta di fatto le restrizioni fino al 10 aprile, porta la firma del presidente della Regione, Marco Marsilio. «Per quanto riguarda Ortona», scrive il presidente nell’ordinanza, «dei 28 casi segnalati, 15 sono domiciliati nella località di Caldari che ha una popolazione di 1.180 abitanti. Ne deriva che il tasso di incidenza per 100mila abitanti è, per tale località, pari a 1271, ossia dieci volte superiore al medesimo tasso calcolato sull’intero territorio comunale (122). Tale differenza è ancora maggiore - 22 volte - se consideriamo il confronto tra l’incidenza della località Caldari - 1271 - con quella del resto del Comune di Ortona, 57».
E poi al 25 marzo risultano «deceduti 15 casi Covid-19», continua il provvedimento, dei quali 5 domiciliati a Ortona e 2 in quello di Crecchio. I deceduti di Ortona risultavano tutti domiciliati a Caldari. I soggetti sottoposti a sorveglianza attiva per contatto stretto con casi Covid-19 sono: 161 nel Comune di Ortona; 73 a Crecchio e 28 ad Arielli. Per un totale di 262 persone. In attesa del dato ufficiale richiesto alla Regione, si riportano i dati forniti dal 118, relativamente ai tamponi effettuati nei tre comuni: 72 ad Ortona; 24 a Crecchio e 14 ad Arielli. Si rappresenta che tali tamponi sono stati effettuati a soggetti a rischio, e in modo particolare ai famigliari dei casi Covid-19».
Intanto, la contrada piange un’altra concittadina. Rita Tamagnini, 85 anni, è deceduta all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. È la sesta vittima ortonese dall’inizio dell’emergenza. La situazione, quindi, è diventata sempre più seria nell’area della Marrucina e in particolare nellaa frazione.
Anche l’anziana venuta a mancare nelle scorse ore era conosciuta a Caldari. La figlia, Anna Maria, per di più lavora all’ospedale di Ortona, il cui personale di Nefrologia e Dialisi si è stretta attorno al dolore della collega. L’altro figlio, invece, ha lavorato in passato in un’azienda ortonese. La contrada è sempre più spaventata dai dati che si aggiornano di giorno in giorno e dal numero delle vittime che continua a crescere. La delicata situazione aveva spinto nei giorni scorsi il sindaco Leo Castiglione a chiedere tamponi per l’intera area al fine di scovare gli asintomatici e bloccare il contagio. «Dobbiamo tenere conto che anche le positività riferibili a Crecchio e Arielli derivano dalla stessa genealogia infettiva», rimarca il primo cittadino.
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