Troppi lutti alla Sevel Il dolore dei colleghi operai

ATESSA. Il suo posto ieri mattina è rimasto vuoto per qualche minuto. I colleghi non sono riusciti a trattenere le lacrime davanti a questa giovane vita spezzata. Antonio Fabrizio, 23 anni,...
ATESSA. Il suo posto ieri mattina è rimasto vuoto per qualche minuto. I colleghi non sono riusciti a trattenere le lacrime davanti a questa giovane vita spezzata. Antonio Fabrizio, 23 anni, dipendente della Sevel di Val di Sangro da appena sei mesi, avrebbe dovuto iniziare il turno di buon’ora dopo la pausa pasquale. Ma Antonio in fabbrica non tornerà più. È morto lunedì sera, giorno di Pasquetta, in un tragico incidente motociclistico avvenuto in contrada Colle del Termine. La sua potente moto, una Ducati Monster 740, si è schiantata contro una Renault Clio.
Un altro operaio della fabbrica dei Ducato, Gilberto Giuliani, 57 anni, di Casoli, ex sindacalista del direttivo Ugl, ha avuto lo stesso tragico destino, nella notte tra Pasqua e Pasquetta. L’incidente è avvenuto verso l’una meno un quarto di notte, sulla strada provinciale Pedemontana, in località Guarenna Nuova, a Casoli. L’uomo era alla guida di una Fiat Grande Punto quando all’improvviso è sbandato cappottandosi più volte e finendo con l’auto su un terreno adiacente alla Provinciale. Inutili i soccorsi. L’operaio era solo e stava tornando a casa. È morto a causa di una lesione alla base rachide-cervicale. Anche il suo posto ieri era vuoto. Il doppio lutto nel giro di poche ore ha sconvolto la fabbrica di Atessa.
«È difficile rassegnarsi alla morte dopo una lunga malattia. Figurarsi quando la morte arriva inattesa ed improvvisa in pochi secondi sulla strada», commenta Giovanni Zinni (nella foto), rsu della Fim-Cisl, «le due vittime lavoravano entrambe nel reparto Lastratura. Antonio Fabrizio era entrato a settembre con altri duecento giovani. Era un ragazzo pieno di buona volontà ed entusiasmo. Un giovane che aveva la vita intera davanti. È triste pensare che non ci sia più. E non è meno doloroso il ricordo di Gilberto Giuliani. Anche lui era un lavoratore serio e una bella persona. Quello che è accaduto è tristissimo», dice commosso Zinni. Le sue parole sono confermate da un manifesto che è stato affisso dalla rsa della Fim-Cisl sulla bacheca della fabbrica del Ducato. «La rsa della Fim-Cisl, dopo aver appreso la grande tragedia che ha colpito le famiglie dei colleghi Gilberto Giuliani (reparto Lastrature Ute 3) e Antonio Fabrizio (reparto Lastrature Ute 10), morti in due incidenti separati, ma uniti da un tragico destino, non può fare a meno di dire che per noi quello che è accaduto è motivo di enorme dolore», si legge nel manifesto. E ancora. «Sicuri che il ricordo di due persone che sono state tanto care vivrà per sempre nei cuori di chi li ha conosciuti, ci uniamo al dolore dei familiari e porgiamo loro le nostre condoglianze». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

