«Troppi medici di base in pensione»

Allarme di Petrucci (Fimmg): 30mila residenti in provincia non hanno assistenza
CHIETI. Troppi medici di base in pensione, il territorio provinciale rischia di rimanere senza un adeguato livello di assistenza primaria. L’allarme è del segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Mauro Petrucci. «Con delibera 1195 del 25 agosto», dice Petrucci, «la Asl Lanciano Vasto Chieti, a fronte di 57 zone carenti di assistenza primaria, determinatesi in seguito al pensionamento dei relativi medici nell’ambito di tutto il territorio provinciale, ne ha coperte solo 16. Di queste 7 nell’ambito di Chieti, 6 in quello di Vasto, 1 nell’alto vastese, 1 nel Sangro-Aventino e 1 ad Ortona. Tutte le altre rimaste vacanti, cioè senza medico, si trovano nelle zone interne con popolazione più anziana e più bisognevole di assistenza. Questo significa che una popolazione di circa 30mila abitanti è senza assistenza. Peggiore la situazione per le sedi di guardia medica dove su 43 carenze ne sono state coperte solo 5».
Una situazione di criticità, sottolinea Petrucci, che non si è verificata all’improvviso, «ma è il risultato di una mancata programmazione da parte della classe politica tutta che si è avvicendata negli ultimi anni. La Fimmg, come sindacato più rappresentativo dei medici di medicina generale, da anni aveva preannunciato questo rischio: era assolutamente prevedibile che dal 2019 al 2026 sarebbero andati in pensione, per il raggiungimento del settantesimo anno di età, un numero considerevole di medici, frutto della pletora che si era avuta dopo il 1978, in concomitanza con l’entrata in vigore della legge 833 che istituiva il servizio sanitario nazionale». La Fimmg da tempo propone un aumento del numero di borse di studio per i corsi di formazione triennali per i medici neolaureati e porta avanti una battaglia per ottenere, come previsto dagli accordi nazionali, la costituzione di medicine di gruppo e micro team nelle aree interne. (a.i.)
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