«Troppi tir sulle strade interne»

Protestano i sindaci: vogliamo i fatti, intervenga la Regione
GAMBERALE. C’erano anche i sindaci di Gamberale, Maurizio Bucci, Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, Sant’Angelo del Pesco, Nunzia Nucci, e Borrello, Giovanni Di Nunzio, alla riunione, mercoledì in Regione, sul problema della chiusura al traffico pesante della strada provinciale 88 Sangrina, che attraversa il territorio di Sant’Angelo del Pesco in provincia di Isernia. «Sono parzialmente soddisfatta, c’è disponibilità d’intenti ed economica, adesso però bisogna concretizzare: alle parole devono seguire i fatti», afferma la sindaca Nucci, «la Regione Molise ha detto che la propria quota, 1.100.000 euro su 2.500.000 necessari, è già disponibile. Adesso ci deve essere la disponibilità reale della Regione Abruzzo e dell’Anas». «È giusto che si aggiusti la Sangrina con i soldi della Regione Abruzzo ma vanno trovate le risorse anche per mettere in sicurezza le strade provinciali e comunali del lato sinistro del Sangro», dice Fagnilli, che nei giorni scorsi ha emesso un’ordinanza di divieto di transito per le bisarche sulla strada comunale Turchi-Castiglione. Il provvedimento, di fatto, ha paralizzato il traffico dei mezzi pesanti nel medio Sangro.
Per il sindaco di Gamberale, Bucci «se non si trova una soluzione in breve tempo chiederò al presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, di far interdire al traffico pesante la strada provinciale che attraversa il mio territorio e che adesso, per la chiusura del lato molisano, è attraversata da così tanti mezzi pesanti da diventare impercorribile, con un aggravamento del suo stato. Queste strade non sono state concepite per sopportare questo tipo e questa quantità di mezzi pesanti». «Quello dell’altro giorno è stato un incontro positivo ma si sono dette quasi le stesse cose di sei mesi fa», sostiene Di Nunzio, «mi sembra che si sia perso del tempo con un aggravamento delle condizioni della viabilità delle nostre zone che non interessano solo il traffico locale, ma hanno una ricaduta su un territorio molto più ampio che arriva a interessare anche il trasporto che gravita sulla zona industriale della Val di Sangro». (m.d.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

