Trova i ladri in casa e li fa fuggire «Mi hanno tirato contro le sedie»

Nicola Capuzzi, imprenditore di 33 anni, ha sorpreso nella taverna i malviventi con i passamontagna: «Non ho avuto paura, è stata una reazione d’istinto. Ho pensato solo a difendere la mia famiglia»
GUARDIAGRELE. «Ho agito d’istinto: non ho avuto paura e rifarei tutto, perché il mio unico pensiero è stato quello di difendere la mia famiglia». Nicola Capuzzi, 33 anni, imprenditore di Guardiagrele, ha sorpreso i ladri che stavano tentando di rubare in casa sua e li ha affrontati con coraggio, mettendoli in fuga dopo una colluttazione. Il giovane accetta di parlare e ripercorre nei minimi dettagli l’episodio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorsi al civico 135 di contrada Piana San Bartolomeo. Dopo il faccia a faccia con i malviventi, che gli hanno scaraventato anche alcuni oggetti contro, Capuzzi è stato costretto a farsi medicare in ospedale: dovrà aspettare almeno un mese per guarire.
IL RACCONTO
«Ho reagito», racconta il giovane imprenditore, «senza pensare alle possibili conseguenze e senza alcun timore, confidando anche sulle tecniche di autodifesa che conosco abbastanza: sono certo che, se la situazione dovesse ripetersi, mi comporterei alla stessa maniera». Domenica notte Nicola è rincasato con il fratello Fabio verso l’una e un quarto e, dopo essersi addormentato, un paio d’ore dopo ha improvvisamente sentito dei rumori provenire dalla taverna della sua abitazione, situata poco distante dalla camera da letto. «Pensavo fosse mio fratello», prosegue nel racconto, «ma, chiamandolo, non ho avuto risposta. Così mi sono alzato e, scorgendo una torcia elettrica, ho acceso l’interruttore della luce: mi sono improvvisamente trovato davanti un individuo con il volto coperto che stava rovistando nei cassetti. Spaventato, ho iniziato a urlare e a chiedere aiuto a mio fratello».
LA COLLUTTAZIONE
Poco dopo, l’imprenditore ha notato che sulla scalinata c’era una seconda persona, con il volto coperto da un passamontagna. «In un attimo», continua Capuzzi, «i due malviventi hanno cominciato a lanciarmi contemporaneamente contro, con violenza, le sedie presenti nella stanza e una grossa poltrona. Ho cercato così di difendermi con un tubo metallico, con il preciso obiettivo di allontanarli e difendere mio fratello e mia mamma che, in quel momento, dormivano. Dopo la colluttazione durata pochi istanti, i malviventi si sono dati alla fuga dalla porta principale, senza portare via nulla dall’abitazione.
LA CADUTA
«Per inseguirli, insieme a mio fratello che nel frattempo si era svegliato, sono anche inciampato tra le sedie rimaste a terra», spiega Capuzzi. «Cadendo, mi sono lesionato il braccio destro. Quando mi sono alzato, ho notato che i ladri erano tre, accompagnati probabilmente anche da un quarto complice che li attendeva su un’automobile scura, con la quale poi sono fuggiti. Ho lanciato l’allarme al 112 e sul posto, poco dopo, è prontamente giunta una pattuglia dei carabinieri per constatare l’accaduto».
L’IDENTIKIT
I ladri, prima di dileguarsi, hanno inutilmente cercato di rubare anche un furgone. Secondo la testimonianza dell’imprenditore, i malviventi sarebbero degli stranieri dell’Est Europa, uno di corporatura normale ed un secondo più robusto, entrambi sui 30 o 35 anni.
A Capuzzi, per le lesioni riportate nella colluttazione, i medici hanno riscontrato una prognosi di 30 giorni per «la frattura del capitello radiale destro e per una ferita escoriata alla regione mentoniera».
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