Trova un tesoro da 164mila euro e lo riconsegna ai proprietari

Un’anziana coppia con un figlio disabile smarrisce soldi, buoni fruttiferi e gioielli mentre fa la spesa I carabinieri restituiscono alla famiglia il borsello rinvenuto alla Colonnetta da un macellaio di 49 anni
CHIETI. Trova un «tesoro» da 164.000 euro e lo consegna ai carabinieri. È una storia a lieto fine quella che, a Chieti Scalo, ha visto protagonista un macellaio di 49 anni, autore del gesto di straordinaria onestà, e un’anziana coppia con un figlio disabile, alla quale i militari della caserma di via Ricciardi hanno immediatamente restituito quel borsello che conteneva quasi 4.700 euro in contanti, buoni fruttiferi per una somma complessiva di 148.000 euro e monili in oro del valore di oltre 11.000 euro.
LA BORSA SMARRITA
Tutto è cominciato mercoledì scorso, quando una famiglia che vive in città – mamma, padre e figlio con disabilità grave dalla nascita – è andata a fare la spesa al Conad di via Colonnetta. «Abbiamo smarrito», ha raccontato il figlio su Facebook, «una pochette di colore marrone dove erano custoditi oggetti personali, oro, soldi e anche buoni postali guadagnati con le sofferenze immani e i patimenti sopportati dai miei genitori, essendo un disabile grave da quando sono venuto al mondo. Mi rivolgo a chi ha preso la borsa, mi appello alla sua coscienza: la riconsegni».
LA DENUNCIA E LA RICONSEGNA
Giovedì mattina la famiglia ha formalizzato la denuncia di smarrimento in caserma. Dopo qualche ora, si è presentato ai carabinieri il macellaio di 49 anni, anche lui residente in città, che ha trovato il borsello e non ha pensato due volte a fare di tutto affinché venisse riconsegnato ai legittimi proprietari.
I RINGRAZIAMENTI
A distanza di pochissimo tempo, il «tesoro» è tornato nelle mani della famiglia. «A volte i miracoli avvengono», ha scritto su Facebook il figlio dell’anziana coppia, «ringraziamo con tutto il cuore chi ha restituito la borsetta ai carabinieri». In cambio di tanta generosità, stando sempre a quanto raccontato sui social, i proprietari non hanno nemmeno dovuto cedere il 10 per cento del valore della somma e dei beni ritrovati – lo prevede la legge – al cittadino onesto, che si è accontentato di un semplice, ma mai così sincero, «grazie».
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