Trovata nei campi la moneta dei tempi di Aristotele

FOSSACESIA. Tondeggiante, di piccole dimensioni e con una figura animale in rilievo. È la moneta in bronzo realizzata a fusione databile al IV secolo a. C, ritrovata da una donna di Fossacesia mentre...
FOSSACESIA. Tondeggiante, di piccole dimensioni e con una figura animale in rilievo. È la moneta in bronzo realizzata a fusione databile al IV secolo a. C, ritrovata da una donna di Fossacesia mentre sistemava il giardino di casa. Un oggetto che sarebbe finito in un cestino se non fosse stato per l’occhio attento del figlio della donna, Alfio Fiamingo, studente del liceo scientifico. Il ragazzo lo ha preso e portato a scuola per farlo esaminare dal suo professore di Storia dell’arte, Umberto Nasuti, il quale ha subito riconosciuto il manufatto come molto antico e ha informato lo storico Domenico Maria Del Bello. I due hanno intuito che l’oggetto poteva essere una moneta italica in bronzo realizzata a fusione presumibilmente databile al IV secolo a. C. Ipotesi confermata anche dal numismatico Simonluca Perfetto, autore di un testo sulla Zecca di Lanciano, che però ha analizzato l’oggetto solo tramite foto.
«Preliminarmente bisogna rallegrarsi perché la moneta in questione, definibile bene culturale, per le caratteristiche di rarità e di pregio», dice Perfetto, «non sia andata dispersa e che la sua consegna è avvenuta ad opera di un giovanissimo, segno di un principio di radicamento nella coscienza sociale del rispetto per il patrimonio artistico, storico, archeologico, numismatico. La moneta è inquadrabile nel periodo italico, vale a dire ai tempi della Repubblica di Roma. Recando la moneta un diametro di circa 30 mm, potrebbe ascriversi alla riforma post 301 a.C., ma non disponendo del peso, è inutile avventurarsi ora nello stabilire sulla base di quale libbra sia stata emessa. Ricordo infatti che per la catalogazione di queste monetazioni è fondamentale individuare il preciso sistema metrico-ponderale. L’esemplare potrebbe essere un’oncia, ma apparentemente non vi sono i caratteristici globetti attestanti il valore, che ancora una volta va rimesso al peso. Il dritto reca il volto frontale di un canide, il rovescio, sembra illeggibile, altro aspetto che con un’analisi compiuta dal vivo, potrebbe far invertire quello che ora sto considerando il dritto, ad esempio per la presenza dell’autorità emittente sul lato logoro».
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