Trovate ossa umane in cima alla Maiella

A 2.450 metri d’altezza, vicino ai resti, un paio di scarpe. In quella zona fu visto per l’ultima volta il fotografo D’Ettorre
PENNAPIEDIMONTE. A lanciare l’allarme, ieri mattina, è stato un escursionista di 21 anni. «Sono sulla Maiella, nella zona del bivacco Fusco: ho trovato delle ossa umane». Accanto ai resti, vicino a un arbusto, a 2.450 metri d’altezza, c’erano anche un non meglio precisato indumento e un paio di scarpe. A quel punto sono partite le indagini dei carabinieri della compagnia di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco. L’escursionista lombardo ha scattato alcune foto e le ha inviate ai militari dell’Arma: da una prima analisi delle immagini è giunta la conferma che si tratta di resti umani. La certezza definitiva arriverà con il recupero in programma stamattina, perché ieri le condizioni meteo avverse non hanno permesso l’intervento dell’elicottero, necessario per raggiungere la zona impervia che si trova nel territorio comunale di Pennapiedimonte. Ad occuparsi del recupero saranno gli addetti al sopralluogo del nucleo operativo e radiomobile. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca.
Quella del ritrovamento delle ossa è la zona in cui cinque anni fa venne visto per l’ultima volta il fotografo di Chieti Valerio D’Ettore, scomparso a 59 anni, e del quale, nonostante le ricerche condotte con decine di uomini a terra ed elicotteri, non si è mai trovata traccia. Il suo caso è stato archiviato come allontanamento volontario. Adesso per risolvere il giallo saranno indispensabili l’esame del Dna e il confronto degli indumenti trovati accanto alle ossa con quelli indossati da D’Ettore al momento della scomparsa.
Per riepilogare la vicenda, bisogna tornare indietro al 10 ottobre del 2015. Quel giorno a fare scattare l’allarme sono il cognato Pierluigi Tacconelli, titolare di una boutique a Chieti, e il vicino di casa Franco Di Tommaso, ex vigile urbano, preoccupato perché l’appartamento dove viveva Valerio, in via Papa Giovanni XXIII, adiacente al suo, aveva stranamente da una settimana una finestra spalancata. Dalle indagini della polizia emerge che, qualche giorno prima, Valerio aveva ritirato la pensione della madre, all’incirca mille euro. Il sabato seguente viene visto sulla strada per il rifugio Pomilio da un conoscente. I due fanno quattro chiacchiere. Poi, l’ex fotografo del quotidiano Il Tempo continua la sua passeggiata verso il Fusco. La notte di lunedì D’Ettorre la trascorre con una coppia di escursionisti, dentro il bivacco. Il giorno seguente moglie e marito ripartono, ma Valerio resta lì. Da quel momento, di lui si perde ogni traccia. La Maiella viene perlustrata palmo a palmo da ogni versante. Carabinieri, vigili del fuoco, polizia, soccorso alpino, finanza, forestale: tutti alla ricerca del fotografo. Ma, escludendo qualche falso allarme giunto alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, non arrivano risultati.
D’Ettorre non è l’unica persona che, negli ultimi anni, è sparita nel nulla sulla Maiella. Nella notte tra il 9 e il 10 marzo del 2019, Franz Ferrante, avvocato di 49 anni, è uscito dalla sua abitazione di via Monte Siella a Pescara. Si è infilato in auto, ha raggiunto Serramonacesca, dove spesso faceva escursioni in montagna, e non è più ricomparso. Ma la zona in cui è stato visto l’ultimo volta è piuttosto distante dal bivacco Fusco.
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