Trovati con carte d’identità false per comprare auto: due arrestati

9 Aprile 2022

I documenti contraffatti servivano per ottenere finanziamenti in concessionarie e banche online Vittime stimati professionisti all’oscuro di tutto. In manette due foggiani: uno di loro vive a Lanciano

CHIETI. In casa nascondevano carte d’identità false da utilizzare per ottenere finanziamenti e comprare automobili a spese di stimati professionisti, naturalmente all’oscuro di tutto. Pasquale Siliberti, 71 anni di Foggia, e Pierfilippo Tufo, 53 anni, anche lui di origini foggiane ma residente a Lanciano, entrambi con precedenti specifici, sono stati arrestati dai poliziotti della squadra mobile di Chieti al termine di due distinte perquisizioni. Il primo è finito in manette qualche giorno fa (ora è tornato libero dopo la convalida dell’arresto); il secondo, invece, è ai domiciliari da giovedì. A coordinare le indagini degli investigatori del vice questore Miriam D’Anastasio e del commissario Nicoletta Giuliante è stato il sostituto procuratore Marika Ponziani. L’operazione rientra nelle attività finalizzate a combattere i reati contro il patrimonio, in particolare le truffe messe a segno sostituendosi ad altri.
In base alla ricostruzione della polizia, gli arrestati, utilizzando dati anagrafici e fiscali riconducibili a persone ignare, prevalentemente facoltosi professionisti, hanno ottenuto – o hanno tentato di ottenere – finanziamenti sia in alcune concessionarie, per l’acquisto di mezzi, che in banche online e finanziarie. Complessivamente, sono stati individuati otto episodi che hanno fruttato circa 80mila euro, commessi a partire da maggio del 2020, ovvero dopo la prima riapertura post lockdown. Le vittime hanno presentato denuncia nel momento in cui sono state chiamate a pagare rate per finanziamenti mai richiesti.
L’inchiesta parte nel 2021. Il titolare di una nota concessionaria d’auto di San Giovanni Teatino riceve la mail apparentemente inviata da una donna per aprire un finanziamento e acquistare un veicolo; tra gli allegati ci sono le fotocopie di carta d’identità, tessera sanitaria e busta paga. Non manca una precisazione: l’acquisto sarà concluso a distanza. Il titolare si insospettisce e riesce a contattare la donna, ignara di tutto, che si rivolge poi alla polizia. A questo punto, scattano le indagini della terza sezione della Mobile. Attraverso una serie di approfondimenti informatici, anche sulla casella di posta elettronica dalla quale è partita la mail, gli investigatori arrivano a Filiberti. E il pm firma un primo decreto di perquisizione. Gli investigatori sequestrano nell’abitazione dell’indagato una carta d’identità falsa con i dati di un professionista e dei documenti che consentono di arrivare a Tufo. Due giorni fa, all’alba, scatta dunque un’altra perquisizione. Il 53enne viene trovato in possesso di due carte d’identità false, di una tessera sanitaria e di buste paga. Stamattina Tufo, assistito dall’avvocato Mauro Vastano, comparirà davanti al giudice Massimo Canosa per l’udienza di convalida dell’arresto. Le indagini vanno avanti: resta da capire come gli indagati siano venuti in possessi dei dati anagrafici degli ignari professionisti.
La polizia invita eventuali altre vittime di episodi analoghi a contattare la squadra mobile di Chieti.
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