Trovati i pizzini con le istruzioni per rubare i soldi dai bancomat

I ladri arrestati dalla polizia avevano due foglietti con le indicazioni dei punti in cui forare la cassaforte Sequestrata anche una telecamera professionale per utilizzare con più efficacia gli arnesi da scasso
CHIETI. Le istruzioni per aprire la cassaforte del bancomat e rubare i soldi sono racchiuse in due foglietti bianchi. I “pizzini” sono stati trovati dalla squadra mobile di Chieti nello zaino di Marco Adelli, il ladro romano di 62 anni arrestato insieme al complice Gaetano Iamicella (59) per tentato furto aggravato allo sportello automatico della banca Intesa Sanpaolo di Fossacesia. Quei ritagli di quadernone rappresentano lo spunto di maggiore interesse investigativo tra il materiale sequestrato dai poliziotti del vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio durante l’operazione che ha consentito di sventare un colpo da almeno 80mila euro. Sui foglietti c’erano dettagliate indicazioni per praticare i fori sulla cassaforte attraverso i quali far passare una telecamera endoscopica, indispensabile per muovere con maggiore efficacia un arnese in grado di scardinare le leve del forziere.
Insomma: prima di entrare in azione, Adelli è riuscito a procurarsi questa sorta di manuale, con tanto di disegnini, per portare a termine il raid senza perdere tempo e, soprattutto, con la quasi certezza di non avere sorprese sgradite. Quasi, appunto. Perché le elevate temperature degli ultimi giorni hanno giocato un brutto scherzo al criminale romano, alle spalle una sfilza di precedenti per reati contro il patrimonio. «Non sono riuscito più a resistere: faceva troppo caldo e sono dovuto uscire un attimo dal gabbiotto del bancomat», si è giustificato il diretto interessato. Fatto sta che, all’esterno, il 62enne ha trovato ad attenderlo gli agenti della squadra mobile, impegnati in un servizio di prevenzione dei reati sulla costa e insospettiti dai movimenti anomali del “palo” Iamicella, il quale si aggirava sul lungomare di Fossacesia con una radio ricetrasmittente che spuntava da una tasca dei pantaloni.
Non solo i due foglietti bianchi: gli investigatori hanno sequestrato anche la telecamera con il braccio lungo, sottile ed elastico che sarebbe stata infilata nei fori. Vedendo l’interno della cassaforte proiettato sul display collegato all’occhio elettronico, per il malvivente sarebbe stato più semplice manovrare l’attrezzo per aprire l’armadio blindato e fuggire indisturbato con i soldi. I poliziotti hanno trovato nello zaino del 62enne anche due chiavi: quella con cui è stato disattivato l’allarme e quella che apre la porta del locale in cui è custodita la cassaforte.
Per Adelli, già in passato finito in cella per le sue imprese criminali, il giudice Massimo Canosa ha disposto la custodia cautelare in carcere dopo i 5 anni di reclusione inflitti nel processo per direttissima celebrato all’indomani dell’arresto: ora è rinchiuso a Rebibbia. Iamicella, condannato a 3 anni e mezzo, è invece ai domiciliari.
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