Trovati resti ossei, indagini nella Riserva di Punta Aderci

Dopo gli articoli sul Centro, si studia l’effettiva estensione del cimitero storico. Ecco gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda
VASTO. Indagini geofisiche per accertare l’effettiva estensione della fossa comune dove si trovano i resti dei 2.183 vastesi morti nel 1817 a causa di un’epidemia da tifo. È il primo intervento individuato da Comune e Soprintendenza per delineare un percorso di tutela e di valorizzazione per il cimitero a cielo aperto presente nella riserva naturale di Punta Aderci. Ne hanno parlato nel corso di un incontro in Comune tra l’assessore all’Ambiente Gabriele Barisano e il funzionario archeologo Giorgio Garatti. Presenti anche l’architetto Gisella La Palombara e Alessia Felizzi della cooperativa Cogecstre che ha in gestione la Riserva.
Il funzionario della Soprintendenza ha evidenziato come i resti ossei presenti nell’area hanno un valore storico, ma non una rilevanza archeologica. «Nella riunione sono state analizzate le principali problematiche e sono state avanzate le prime ipotesi di intervento», riferisce l’assessore Barisano, «il primo passo individuato consiste in indagini geofisiche non invasive, finalizzate a comprendere l’effettiva estensione e le dimensioni della fossa, sulla quale al momento non esistono certezze né in termini di ampiezza né di quantità dei resti presenti. Durante il confronto si sono valutate diverse ipotesi di intervento, tra cui la valorizzazione del sito o anche la possibile rimozione delle ossa, con l’obiettivo di individuare la soluzione più adeguata nel rispetto del contesto».
Nel corso dell’incontro è stata inoltre affrontata anche la questione dello scavo di piazza Rossetti, dove sono presenti resti dell’antico anfiteatro romano di Histonium, oggi visibili sotto teca, ma in condizioni critiche, tra protezioni danneggiate e scarsa leggibilità delle informazioni per i visitatori. Anche per questa problematica si stanno valutando diverse ipotesi al fine di individuare una soluzione.
Il cimitero a cielo aperto di Punta Aderci è tornato alla ribalta dopo un servizio giornalistico del Centro che ha raccolto segnalazioni circa teschi, ossa e scheletri che affiorano in gran quantità dalla sabbia e che sono alla mercè di chiunque capiti da quelle parti. Il cimitero non è segnalato. Fatta eccezione per alcune indicazioni circa la pericolosità del costone, non esistono cartelli che possano informare il visitatore.
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