Trovati vestiti e arnesi usati dalla gang

21 Ottobre 2018

I carabinieri scovano nelle campagne il borsone di cui i banditi volevano disfarsi la sera dell’incidente con la Golf

LANCIANO. Scarpe da tennis, tute, i passamontagna e i guanti sporchi di sangue usati durante la rapina. Le fascette utilizzate per legare i coniugi Martelli e il rotolo dello scotch con cui li hanno imbavagliati. È il contenuto di un borsone di stoffa nera e di due buste di plastica trovate dai carabinieri della compagnia di Lanciano, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, nelle campagne di Santa Maria dei Mesi. Ritrovamento che mette in scacco i sei banditi che il 23 settembre scorso hanno aggredito, picchiato e rapinato i coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, alla quale hanno tagliato metà orecchio.
IL BORSONE. I carabinieri, grazie ai rinforzi giunti da altre località e ai gruppi speciali come il Cio (Compagnia di intervento operativo), continuano a controllare il territorio. Nei giorni scorsi i militari si sono concentrati nella zona dove tre dei rapinatori, i fratelli Turlica, Constantin Aurel, 22 anni, e Ion Cosmin, 20, e il cugino Aurel Ruset, 25 anni, sono usciti di strada la sera del 26 settembre scorso. L’incidente con la Golf nera, su cui i militari avevano piazzato un Gps, ha impresso un’accelerazione forzata alle indagini sulla rapina coordinate dal procuratore Mirvana Di Serio e affidate congiuntamente a carabinieri e polizia, che ha portato alla cattura dei primi tre banditi. A questi si è aggiunto il giorno dopo Alexandru Bogadan Colteanu, 26 anni, bloccato a Casal di Principe mentre tentava di vendere un orologio di Martelli: lui avrebbe tagliato l’orecchio alla Bazzan e picchiato il medico. Poi è stato preso Bogdan Gheorghe Ghiviziu, 26 anni, il palo-autista della gang in fuga tra le campagne di Sant’Onofrio. Infine le manette sono scattate ai polsi di Marius Adrian Martin, 34 anni, la mente della banda che era fuggito a Craiova, in Romania, dal padre. A incastralo le intercettazioni telefoniche. Nella Golf la sera dell’incidente gli inquirenti avevano trovato una valigia, 3.400 euro e dei gratta e vinci, non la borsa nera. Che i romeni dovevano far sparire il più lontano possibile da Lanciano. Con l’incidente, invece, l’hanno dovuta buttare fuori dal finestrino in tutta fretta per evitare che fosse trovata. Ma i carabinieri l’hanno scovata e consegnata alla Procura che l’ha girata alla Scientifica. Su 5 paia di scarpe (di marca Le Coq Sportif), i guanti, 5 tute e i passamontagna ci sono tracce biologiche e anche sangue; molto probabilmente è di Niva Bazzan.
GLI INTERROGATORI. Il ritrovamento è importantissimo per inchiodare definitivamente i rapinatori, che intanto continuano ad essere ascoltati. Mercoledì sono tornati in carcere il procuratore Di Serio, il tenente Massimo Canale del Nor e la dirigente della Mobile di Chieti Miriam D’Anastasio per ascoltare Constantin Turlica. Domani ci torneranno per sentire Ruset e Ghiviziu. Lo scopo non è solo accertare le varie responsabilità e i ruoli avuti nell’efferata rapina, ma anche per collegare gli arrestati ai sei furti con spaccata registrati ai danni di bar e distributori, in città e nel comprensorio, nelle settimane precedenti la rapina.
I CELLULARI. Un aiuto all’indagine sui furti potrebbe arrivare dalle utenze telefoniche: chat, messaggi e chiamate trovate sui telefonini sequestrati ai romeni. Giovedì saranno oggetto di accertamenti tecnici non ripetibili. Nelle mani del personale della direzione centrale anticrimine della polizia arriveranno sim, schede di memoria e telefoni (Samsung, Lg e Nokia) dei romeni (manca solo quello di Martin che a giorni arriverà in Italia). Potrebbero emergere indizi utili per legare tutti, o solo alcuni, ai furti con spaccata.
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