Trovato morto lo studente scomparso

23 Agosto 2022

Di Jois Pedone, 20 anni, si erano perse le tracce da domenica. Il corpo tra gli scogli di Punta Penna. Disposta l’autopsia

VASTO. Il suo corpo era fra gli scogli del mare a Punta Penna. Quel mare che tanto amava ha raccolto i suoi ultimi respiri. Jois Pedone, 20 anni, è stato ritrovato ieri mattina, alle 13,30, dai militari della guardia costiera vicino alla parte esterna del molo nord del porto. Ad avvisarli è stata una bagnante. L'autorità marittima è stata aiutata a disincastrare il corpo da un infermiere del 118, Ciro Sperindeo. Di Jois si erano perse le tracce dalla notte fra il 20 e 21 agosto. Il battello del Circomare lo stava cercando dalle prime ore del mattino insieme ai carabinieri dopo la denuncia di scomparsa presentata dai genitori. Jois aveva una grossa fune bianca legata ad una caviglia. Dall'altra estremità c'era un borsone pieno di sabbia. Particolari che fanno pensare a un suicidio. Una decisione che però nessuno si aspettava.
Jois non era affatto angosciato. Studente universitario a Parma, era tornato a Vasto a luglio. In attesa del ritorno a Parma previsto per il 31 agosto, aveva iniziato a lavorare al trabocco Le Cungarelle. Anche la sera del 20 agosto aveva lavorato, poi era tornato a casa. I genitori, di ritorno dal Jova Beach Party lo avevano trovato sul balcone. Subito dopo il ragazzo ha detto ai suoi che stava uscendo. Sembrava sereno. Al mattino Jois non è rientrato a casa. Nella sua stanza c'erano anche i suoi documenti. Nessuno degli amici sapeva dove fosse. Pare che lo studente si sia fatto portare a Punta Penna da un taxi verso l'una del 21 agosto. La cellula del suo telefonino è stata captata fino alle 3 proprio a Punta Penna. Poi più nulla. Probabilmente è quella l'ora in cui Jois si è tuffato in mare dopo aver agganciato ad una caviglia un borsone pieno di sabbia.
Per ore Jois è stato cercato dalle forze dell'ordine, dalla protezione civile e da tanti volontari amici della famiglia. Quella mano che spuntava dagli scogli di Punta Penna ha messo fine ad ogni speranza. Il giovane era vestito e in una tasca dei pantaloni aveva il suo cellulare. È toccato ai carabinieri, dopo aver informato il sostituto procuratore Vincenzo Chirico, dare la terribile notizia ai familiari. Un dolore straziante per loro. Ed ora tutti si chiedono perché è successo. Jois Pedone era un ragazzo attivo e socievole. Studiava e lavorava. Se qualcosa lo angosciava è stato bravissimo a nasconderlo a chi gli voleva bene. Per i tanti amici che aveva in città è stato un colpo durissimo scoprire che Jois non c'era più. La Procura di Vasto ha disposto l'autopsia per accertare le cause del decesso e verificare se la morte sia sopraggiunta prima o dopo il tuffo in mare. La salma è stata trasferito all'obitorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Nel frattempo i carabinieri hanno ricostruito le ultime ore di vita del giovane. Una serata come tante finita però tragicamente. Una morte che sconvolge un'intera città.
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