Truffa auto, sei condanne

22 Giugno 2017

Veicoli di grande cilindrata acquistati in Germania ma la gang poi spariva

CHIETI. Compravano a rate auto di lusso in Germania. Iniziavano a pagare, ma intanto le riportavano in Italia, le immatricolavano e le rivedevano e, a quel punto, smettevano di pagare le rate. Auto di grossa cilindrata, Bmw, Volkswagen, Audi e Mercedes di cui, dopo le prime rate pagate, sparivano le tracce, insieme ai compratori. Ma nel 2010 la truffa va a monte grazie alle forze dell’ordine. E due giorni fa il tribunale collegiale, presieduto da Geremia Spiniello, ha condannato tutti gli imputati per associazione a delinquere, truffa e ricettazione. Ad avere la peggio è stato il capo della banda, Zoran Baevski, 50enne macedone residente in Germania, condannato a 6 anni, più 6.000 euro di multa ed espulsione dall’Italia.
5 anni, più 5.000 euro di multa, sono stati inflitti a Gabriele Domenico Giammetta, 45 anni di San Severo, che, secondo le indagini della procura, «riceveva in Italia le auto di grossa cilindrata con l’incarico di rivenderle ad acquirenti preventivamente individuati, oppure di offrirle in permuta a concessionarie abruzzesi, molisane e pugliesi, con autovetture, sempre di produzione tedesche, con valore commerciale significativo e quindi pronte per essere, a loro volta, successivamente vendute, traendo in tal modo profitto dalla maggiore somma ottenuta». 4 anni e 4.000 euro di multa sono andati all’ortonese di 51 anni Carmine Sapienza, che la procura definisce come uno «stretto collaboratore» del macedone e che risultava intestatario di diversi veicoli acquistati in Germania.
1 anno e 4 mesi è la pena inflitta agli altri tre: il 67enne ortonese Alfredo Butelli, il 60enne di Lanciano Claudio Sergio Caravaggio e il 45enne ortonese Tommaso Tascini. Quest’ultimo, secondo la procura, «risultava essere titolare a Pescara della ditta Adriatica Lido Confezioni, le cui buste paga venivano utilizzate per l’acquisto di alcune auto. Ma la società è risultata inesistente». (a.i.)