Truffa banda larga, c’è un vastese

Ingegnere di 67 anni accusato di prendere regali per chiudere un occhio nei controlli sulle fibre ottiche
VASTO. False certificazioni e lavori di posa della fibra ottica mai eseguiti, per un giro d'affari di 650mila euro. Questa la motivazione che ha spinto la magistratura sarda a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone e a sequestrare beni per un valore complessivo di 650mila euro. Nell'elenco degli accusati spunta il nome di un professionista vastese, l'ingegnere Nicola Tenaglia. É l'epilogo dell'operazione "Pincer", della Guardia di finanza di Cagliari. L'inchiesta ha portato all'individuazione di una maxi truffa ai danni del ministero dello Sviluppo economico (Mise) nell'ambito dell'appalto sulla banda larga. I meccanismi della truffa, stando a quanto sostenuto dagli investigatori, avrebbero portato gli indagati ad accumulare un ingente patrimonio grazie a soldi e regali al Mise. Nell'elenco delle fiamme gialle vengono indicati due appartamenti, una lussuosa villa a Vasto, tre box, auto, un magazzino, un appezzamento di terra situati fra Roma e Vasto, oltre a sostanziose risorse finanziarie. Tutti i beni sono stati sequestrati dai militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle a dicembre. L'accusa per Tenaglia (67 anni), ingegnere e direttore dei lavori della Infratel spa, è di falso ideologico, frode nelle forniture pubbliche, truffa e concussione. Con lui sono finiti nei guai, Luciano Tracucci, di 45, di Corciano (Perugia), project manager e procuratore della Imet Spa, Michele Ragni, di 49, di Serramanna (Medio Campidano), e Ademaro Cesarini, di 54, di Gubbio (Perugia) responsabili del cantiere della Imet. Il provvedimento ha colpito la stessa Imet, in quanto è stato applicato il Dlgs 231/2001 che in ambito penale consente di attribuire la responsabilità amministrativa alle persone giuridiche per i reati commessi dai propri dipendenti a loro interesse e vantaggio. Secondo la Gdf, la truffa sarebbe stata architettata in accordo con Nicola Tenaglia. «Il professionista», hanno spiegato le fiamme gialle, «per chiudere un occhio durante le ispezioni e i collaudi della fibra ottica, avrebbe ottenuto denaro e regalie. Inoltre sarebbero stati eseguiti lavori di ristrutturazione di una lussuosa villa a Vasto, intestata alla moglie per 210 mila euro».
La villa è stata sequestrata perché costituisce, secondo l'accusa, prodotto e profitto della concussione. Tutti gli indagati e la società sono stati anche segnalati alla Procura della Corte dei Conti della Sardegna per il danno erariale. Nicola Tenaglia, sposato con tre figli, risiede da oltre trent’anni a Roma per motivi di lavoro. Laureatosi in ingegneria ed abilitato alla Professione dell’ingegnere (Bologna 1976), ha collaborato, in qualità di Direttore dei Lavori e Responsabile della Sicurezza, alla realizzazione di importanti opere pubbliche in tutta Italia.(p.c.)
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