Truffa con la Postapay, assolta

20 Dicembre 2014

La donna accusata di aver preso soldi da tre conti correnti diversi

CHIETI. Fa domanda per avere una Posta pay, (contratto con le Poste, che attraverso una card consente il pagamento agevole di bollette e di fare acquisti), ma alla fine si vede messa sotto processo dalla procura distrettuale (competente per materia), con l’accusa di quello che si dice fishing, accesso a informazioni personali bancarie. Con questa carta sarebbero stati prelevati dei soldi, un migliaio di euro, su conti correnti postali intestati a tre persone diverse. Ma la donna di Guardiagrele, assistita dall’avvocato Andea Monti, di Pescara è stata assolta perché il fatto non sussiste.

La donna non ha avuto problemi davanti al giudice ad ammettere di aver fatto domanda per ottenere le “carte di credito” postali ma ha aggiunto di averle in seguito date al marito. La situazione si è ulteriormente complicata perché, qualche tempo dopo la richiesta della Postapay, la donna si è separata dal marito.

Intanto le tre persone, titolari di conti correnti postali, si sono viste prelevare i soldi da quella Postapay intestata alla donna di Guardiagrele.

Ad indagare i carabinieri delegati dalla procura distrettuale. Che ha messo sotto processo la donna e l’ex marito. Entrambi assolti da questa sorta di truffa informatica.

«C’è stata una carenza di indagini», commenta l’avvocato Monti, «che non ha consentito di individuare il reale truffatore informatico ma che ha travolto la mia cliente in una indagine e per una accusa dalla quale per fortuna alla fine è stata assolta e con formula piena».(k.g.)

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