Truffa da 30mila euro all’Inps: 7 denunce

Atessa. Simulano licenziamenti per evitare di pagare i contributi: nei guai un consulente del lavoro e i suoi collaboratori
ATESSA. Con la complicità di alcuni dipendenti simula i loro licenziamenti per evitare il pagamento dei contributi assistenziali e garantirsi anche le indennità di disoccupazione. Ma la guardia di finanza di Lanciano scopre la truffa da 30mila euro ai danni dell’Inps. Nei guai finiscono un consulente del lavoro e sei suoi dipendenti.
L’indagine, coordinata dal comando provinciale della guardia di finanza, diretta dal colonnello Serafino Fiore, è stata condotta dalla compagnia di Lanciano, diretta dal capitano Francesco Dascanio, ed è durata circa un anno. Coordinati dal pm della Procura di Lanciano Francesco Carusi, gli uomini delle fiamme gialle hanno scovato uno studio professionale in Val di Sangro, guidato da un noto consulente del lavoro operante nella zona di Atessa e Casoli il quale, approfittando della sfavorevole congiuntura economica dell’area frentana, ha causato un danno patrimoniale alle casse erariali.
Il sistema di frode ideato consisteva nella stipula fittizia di rapporti di lavoro subordinato che garantivano, al loro decadimento, l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione. Per assicurarsi un risparmio indebito, il professionista aveva fatto cessare preliminarmente il rapporto di lavoro dei propri dipendenti mediante dimissioni, in modo da omettere il pagamento all’Inps del contributo previsto dalla legge Fornero. A distanza di pochi giorni venivano poi stipulate assunzioni fittizie in altre società, di cui il consulente curava le pratiche amministrative, a cui seguivano, a distanza di settimane, licenziamenti che garantivano il godimento della prevista indennità di disoccupazione erogata dall’Inps.
Le indagini hanno consentito di appurare che le persone, in pratica, non si erano mai spostate dal luogo di lavoro originario e che i titolari delle altre società coinvolte, estranee ai fatti, non sapevano di aver avuto alle dipendenze altra forza lavoro, in virtù della fiducia riposta nel professionista. A tutto provvedeva direttamente il consulente del lavoro, che effettuava telematicamente le trasmissioni delle false comunicazioni di assunzione al Centro per l’impiego e di tutte le altre pratiche connesse ai rapporti di lavoro. Il volume della frode, con conseguente danno patrimoniale per le casse dello Stato, ammonta complessivamente a 5.405 euro di contributi ex legge Fornero risparmiati e a 22.589 euro di indebita fruizione dell’indennità di disoccupazione. L’attività di indagine si è conclusa con il deferimento all’autorità giudiziaria di sette soggetti responsabili del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, il sequestro di un’autovettura e delle somme depositate nei conti correnti del consulente e dei suoi collaboratori dello stesso importo della truffa.
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