Truffa dei posti all’Ateneo, Di Odoardo torna in libertà

ORTONA. Torna in libertà dopo due mesi e sette giorni Luciano Di Odoardo, dirigente dell’Arta ed ex direttore amministrativo della Asl ortonese finito ai domiciliari insieme ad altre 4 persone per...
ORTONA. Torna in libertà dopo due mesi e sette giorni Luciano Di Odoardo, dirigente dell’Arta ed ex direttore amministrativo della Asl ortonese finito ai domiciliari insieme ad altre 4 persone per aver venduto posti di lavoro fantasma all’Università d’Annunzio. Il gip Paolo Di Geronimo ha accolto l’istanza di scarcerazione dell’avvocato difensore, dopo il parere favorevole del pm Giuseppe Falasca, per l’atteggiamento collaborativo mostrato dall’indagato accusato, anche se è ancora tutto da dimostrare, di millantato credito, truffa, falso e sostituzione di persona. Di Odoardo è finito nel mirino della magistratura insieme a Marco Marino, 54 anni di Ortona, agli arresti domiciliari insieme alla sorella Patrizia, di 55 anni, impiegata al Dsb di Ortona e alla figlia di quest’ultima, Pamela Magno, 32 anni che durante l’interrogatorio di tre settimane fa avrebbe ammesso parte delle sue responsabilità nella vicenda giudiziaria. Coinvolta nella vendita dei posti di lavoro all’Ateneo anche Maria Concetta Vadini, 55 anni anche lei di Ortona. Indagati, ma senza l’onta dell’arresto anche Lino Cantillo D’Arcangelo, 59 anni, ex vice sindaco di Casalincontrada, attuale consigliere comunale nelle fila della minoranza e responsabile della mensa dell’ospedale di Chieti e Cesare Claudio Di Renzo, altro ortonese di 35 anni. La truffa dei posti venduti avrebbe consentito di incassare 80 mila euro. Marco Marino (e in un caso Di Renzo) sarebbe l’imitatore del rettore Di Ilio. Mentre la Vadini si presentava come sedicente professoressa Stefania Della Penna, naturalmente inesistente, per fare la telefonata finale «e portare a termine secondo il gip «il progetto criminoso». (y.f.)

