Truffa dei risparmi: banca e promotore condannati

24 Giugno 2014

San Salvo, 400 mila euro di risarcimenti a tre clienti. Il caso su Striscia la notizia La parte civile: alcuni senza soldi non hanno più potuto curare i familiari malati

VASTO. Truffò una trentina di risparmiatori abruzzesi e altri 70 risparmiatori molisani e pugliesi spacciandosi per promotore finanziario di un istituto di credito. Il giudice del tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, lo ha condannato a risarcire le vittime e contestualmente ha condannato in solido anche l'istituto, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Dovranno versare 400 mila euro a tre clienti (uno dei quali nel frattempo è mancato) vittime insieme a molti altri risparmiatori di una truffa complessiva da 5 milioni di euro.

La vicenda che risale al 2011 suscitò grande clamore a San Salvo, luogo di residenza delle 3 vittime che ora hanno ottenuto giustizia. La storia venne ripresa dalla trasmissione di Canale 5 “Striscia la notizia” e mandata in onda il 30 settembre e il 14 ottobre 2011. Il protagonista della mega truffa è Antonio Giuseppe Tarollo, 43 anni, di San Severo. Nel maggio 2012 Tarollo fu arrestato dalla guardia di finanza. I video di Striscia, infatti, riuscirono a svelare il sistema truffaldino posto in essere dal promotore finanziario. Ai risparmiatori venivano prospettati facili guadagni per indurli a versare ingenti somme di denaro per la sottoscrizione di investimenti finanziari con capitale garantito ed elevati tassi di rendimento per conto della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Il promotore utilizzava abusivamente i loghi della banca e aveva realizzato anche un sito web a disposizione dei clienti. Più di cento persone sono cadute nella rete.

A distanza di due anni è arrivata la sentenza del giudice Capuozzo che non solo ha condannato e riconosciuto la responsabilità in solido della banca ma ha disposto anche la rivalutazione degli interessi legali. Soddisfatto l’avvocato Eugenio Galluppi, del foro di Pescara, rappresentante dei risparmiatori. «La sentenza riconferma la responsabilità solidale», dice il legale. «Il particolare importante è che grazie alla documentazione prodotta si è riusciti a dimostrare anche alcuni pagamenti fatti in contante. È una sentenza che sicuramente risolleverà non solo l’umore ma anche le sorti di tante vittime che in questi anni hanno perso anche dei familiari per gravi malattie non potendoli assistere economicamente in modo adeguato a causa della truffa subita», rimarca l’avvocato Galluppi.

La vicenda è stata l’occasione per sollecitare coloro che si accingono a fare investimenti con un promotore finanziario a verificare attentamente l’affidabilità dello stesso prima di consegnargli i propri risparmi.

Paola Calvano

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