Truffa del falso avvocato con l’incidente che non c’è

Telefonate ad anziani, in prevalenza donne, facendo leva sugli affetti familiari «Tuo figlio si è scontrato in auto e ha l’assicurazione scaduta: provvedo io»
LANCIANO. Approfittano della buona fede delle persone anziane, sfruttando la leva degli affetti. Accanto all’allerta per i furti in abitazione, sempre più preoccupante è quella delle truffe, molto spesso ai danni di anziani che vivono soli. Nelle scorse settimane, dopo i finti controllori delle società di luce e gas, sono stati segnalati alcuni casi della cosiddetta “truffa del falso avvocato”. Le vittime sono spesso donne. Funziona così. Il finto avvocato di una società assicurativa chiama l’anziana al telefono di casa, annunciandole che il proprio figlio - chiamato per nome per rendere tutto più vero - è in stato di fermo in caserma per un incidente stradale avvenuto fuori città. Non ci sono feriti, ma la macchina ha l’assicurazione scaduta e quindi bisogna pagare una cauzione. La vittima, a quel punto, chiama il proprio congiunto per accertarsi dei fatti, ma all’altro capo risponde un sedicente carabiniere dicendo che il telefono del parente è sotto sequestro. La truffa funziona se l’anziana, come i malviventi sperano, chiama il proprio congiunto dal telefono fisso. I truffatori hanno, infatti, un macchinario in grado di deviare, per un certo lasso di tempo, le chiamate dal telefono della vittima su un numero al quale rispondono loro stessi. A quel punto l’anziana, in preda all’agitazione, richiama l’avvocato che si presenta a casa con auto costosa, giacca e cravatta, a farsi dare tutti i soldi di cui la vittima dispone in casa, assicurandole che a coprire il resto della somma penserà lui stesso. Presi i soldi, però, di lui si perde ogni traccia. In un caso segnalato a Lanciano, la truffa non è andata a buon fine. La vittima designata ha, infatti, preso il cellulare e rintracciato il figlio, scoprendo così che si trattava di un raggiro bello e buono. L’episodio è stato segnalato alla polizia. Prima di mettere in scena la truffa, i malviventi studiano le proprie vittime, delle quali conoscono dettagli che disarmano, come il nome del familiare incidentato o il fatto che in quel momento si trovi a lavoro, e quindi non sia facilmente rintracciabile. Lo scorso dicembre a una 84enne, residente a Santa Rita, con lo stesso metodo sono stati spillati ben 4mila euro.
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