Truffa del pacco, arrestati due napoletani

11 Maggio 2019

Un’anziana lancia l’allarme e la polizia blocca la coppia. Lui ammette: «Già in passato sono stato a Chieti per gli imbrogli»

CHIETI. «Ciao nonna, mi riconosci? Sono Lollo, tuo nipote». Una banda di truffatori campani ha provato a raggirare un’anziana teatina con la solita tecnica del finto pacco postale. Ma stavolta la “nonna”, una 75enne che abita a Chieti Scalo in via Colle dell’Ara e che si trovava in compagnia di un’amica più giovane, ha capito l’imbroglio e telefonato al 113. Così due giovani napoletani, Salvatore Ottati di 19 anni e Giuseppina Capobianco di 28, sono stati arrestati dalla terza sezione della squadra mobile di Chieti: lui era appena entrato nel palazzo, mentre la ragazza lo attendeva a bordo di una Lancia Musa presa a noleggio e partita da Napoli qualche ora prima. Adesso è caccia ai complici: dall’interrogatorio della coppia di indagati, ora ai domiciliari su disposizione del giudice Luca De Ninis, è emerso che dietro alle truffe si nasconde una vera e propria associazione per delinquere.
Sono le 11 di giovedì quando l’anziana, che ha evidenti problemi di deambulazione, riceve una chiamata sull’utenza fissa. A rispondere è l’amica. L’interlocutore, che si presenta come il nipote della pensionata, dice che lì a poco sarebbe arrivato il postino per recapitare un pacco: «Io ho già pagato 1.000 euro, ora tu anticipamene altri 2.000 alla consegna, altrimenti perdo anche l’acconto». La donna si insospettisce subito. La conferma definitiva che si tratta di un imbroglio arriva nel momento in cui chiede all’interlocutore: «Ma sei Giovanni?». E il truffatore, dall’altro capo del telefono, risponde di sì, senza considerare che in precedenza si era presentato come “Lollo”. A quel punto l’amica della padrona di casa, prima dell’arrivo del presunto corriere, allerta la polizia. Quando giunge l’ennesima telefonata, gli agenti sono già nell’abitazione della pensionata. «Vanno bene anche 700 euro», dice il telefonista alla donna quando questa fa presente di non avere la somma richiesta in casa. Fatto sta che, pochi minuti prima di mezzogiorno, i poliziotti vedono arrivare in via Colle dell’Ara una Musa guidata da una donna e con a bordo un ragazzo. Il giovane scende dall’auto e viene fermato dopo aver suonato al citofono: il pacco contiene crackers. Nel frattempo, viene bloccata anche l’autista. Ieri mattina, durante l’interrogatorio, Ottati ha ammesso di aver già tentato almeno altre 5 o 6 truffe tra il capoluogo teatino, Napoli, L’Aquila e Teramo. Ecco perché si indaga anche sul lungo elenco dei precedenti nel Chietino: da Castel Frentano a Francavilla, passando per Vasto. Ora la squadra mobile del vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio punta a dare un volto agli altri componenti dell’associazione per delinquere campana, a partire dal telefonista. Ottati e Capobianco torneranno in aula a giugno per il processo.