Truffa delle auto, indagata l'ex socia di Ucci

25 Luglio 2010

La donna, titolare di una concessionaria, intascava gli ecoincentivi con le finte rottamazioni

LANCIANO. L'inchiesta sulle finte rottamazioni di automobili si allarga. Dopo l'autosalone Anxauto la Polstrada ha eseguito una perquisizione nella concessionaria Mix Car, in contrada Villa Martelli. E' stata denunciata la titolare, S.C., di 44 anni. La donna, indagata per truffa aggravata ai danni dello Stato, era stata socia di Domenico Ucci, il proprietario di Anxauto, ai domiciliari come pure cinque dei suoi più stretti collaboratori.

I due, che si conoscevano da molto tempo, in passato avevano avuto una ditta in società. Dalle indagini infatti risulterebbero una serie di truffe praticate esclusivamente da Mix Car, in totale autonomia, e diversi collegamenti tra le due società nell'occhio del ciclone.  Secondo gli investigatori, S.C., grazie ai soliti rodati raggiri già applicati da Anxauto, avrebbe incassato gli incentivi statali su finte rottamazioni. 

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Sulla base di questi ulteriori sviluppi è probabile che l'inchiesta della Procura di Lanciano si allarghi ulteriormente. 

Si sta indagando anche nel foggiano per presunte truffe alle società finanziarie che concedevano prestiti per l'acquisto di autovetture.  Il modus operandi di Ucci e dei suoi dipendenti era ripetitivo ma efficace.  Si davano da fare per attirare nuovi clienti con uno sconto sulle vetture acquistate che si aggirava sui 1000 euro. Ma la possibilità di questi ulteriori ribassi proveniva da una serie di raggiri allo Stato e alla Fiat.  Il primo veniva truffato con pratiche di finte rottamazioni che venivano abbinate a quei clienti che non possedevano nessuna vecchia auto, e che erano all'oscuro di tutto. Il Lingotto era invece defraudato attraverso la falsificazione dei tesserini dei dipendenti della Sevel, i quali hanno diritto ad uno sconto sull'acquisto di un mezzo Fiat che può arrivare fino al 20 per cento. 

Esaminando le pratiche di compravendita inoltrate dall'Anxauto al concessionario Fiat Mario Cardone, solo nel periodo che va dal secondo semestre 2009 al primo trimestre 2010, è stato accertato che ad ogni richiesta di ordinativo di un veicolo della casa torinese, era inserito un tesserino di un finto dipendente Sevel, con la relativa dichiarazione di parentela e l'annessa richiesta di ecoincentivi Fiat.  Per quanto riguarda questo binario dell'inchiesta, la Polstrada in queste ore sta incontrando i dirigenti della Fiat, che in questa truffa è stata frodata di circa 600mila euro, e pare che anche altri uffici di polizia stiano indagando su fatti simili avvenuti in zone con la presenza di stabilimenti del Lingotto, come Cassino, Pomigliano e Melfi.

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