Truffa delle pensioni, anziano condannato

Ottantenne emigrato in Argentina finge di vivere in Italia per l’assegno sociale: pena di 2 anni, dovrà restituire 57mila euro
CHIETI. Falsa residenza in Italia per ottenere la pensione e decine di migliaia di euro percepiti senza averne titolo. Sono queste le accuse che pendono su due anziani emigranti, uno condannato ieri mattina dal tribunale di Chieti, l’altra rinviata a giudizio, finiti nel mirino della Guardia di finanza di Chieti che ha avviato una grossa indagine contro le pensioni “a scrocco”.
Rocco Antonelli è emigrato in Argentina da Orsogna. Ha 80 anni e da sette percepisce l’assegno sociale di 500 euro dallo stato italiano. Assegno che gli spetterebbe di diritto se vivesse in Italia. Lui, invece, vive a Martinez Monsenor Larumbe, in Argentina. Nonostante questo è tornato in Italia, ha detto di risiedere nel nostro Paese e da luglio 2007 a dicembre 2014 ha percepito l’assegno sociale arrivando a mettersi in tasca 57.527 euro. I giudici Geremia Spiniello, Isabella Maria Allieri e Valentina Ribaudo lo hanno condannato ieri mattina a 2 anni e 3 mesi di recensione. L’ottantenne deve inoltre ridare indietro tutto quello che ha percepito senza averne titolo. Altrimenti scatta la confisca della somma equivalente. Sempre che l’uomo abbia ancora qualcosa intestata in Italia, cosa che in questi casi è molto raro. Come conferma l’avvocato dell’Inps Massimo Cassarino. «L’Inps è parte offesa in tutti questi procedimenti», dice il legale, «l’Istituto di previdenza, e dunque tutti noi cittadini, ha subito notevoli danni da questa pratica, purtroppo molto diffusa, con proporzioni direi impressionanti. La verità è che è fin troppo facile per un emigrante tornare a fare una vacanza nel nostro Paese, chiedere la pensione sociale, ottenerla e poi riscuoterla mese per mese attraverso un accredito sul conto corrente. Dopo l’ultima operazione della Guardia di finanza nel territorio vastese c’è stata una settantina di rinvii a giudizio. E ogni tanto salta fuori qualche nuovo caso». Come quello di un’anziana donna originaria di Chieti di 91 anni emigrata all’estero. A furia di assegni sociali ha accumulato una piccolo tesoro di oltre 100mila euro.
L’anziana donna è stata appena rinviata a giudizio dal tribunale teatino, ma molto difficilmente l’Inps potrà riavere i soldi. In alcuni casi non si sa neanche dove inviare la comunicazione del rinvio a giudizio. E comunque, una volta arrivata a destinazione la lettera del tribunale teatino, davvero difficilmente l’imputato tornerà in Italia per discolparsi davanti a un tribunale.
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