Truffa delle pensioni Assolti due anziani
Il tribunale di Chieti ha assolto «perché il fatto non sussiste» due anziani di 85 e 86 anni finiti sotto processo con l’accusa di essere dei furbetti della pensione sociale. Secondo la procura,...
Il tribunale di Chieti ha assolto «perché il fatto non sussiste» due anziani di 85 e 86 anni finiti sotto processo con l’accusa di essere dei furbetti della pensione sociale. Secondo la procura, entrambi, originari di Villamagna, percepivano – nonostante vivessero in Venezuela – l’assegno dell’Inps riservato alle persone «in condizioni economiche disagiate» residenti in Italia. Da qui il reato di «indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato». Il totale delle somme contestate ammonta a quasi 61mila euro.
Il capo d’imputazione è identico: «Conseguivano indebitamente l’assegno sociale da parte dell’Inps di Chieti in quanto omettevano di comunicare all’ente erogatore di vivere in Venezuela e, quindi, di non avere residenza sul territorio nazionale, condizione per godere del beneficio di legge». La posizione più delicata era quella di G.D.L., 86 anni: per il pm, ha intascato illecitamente 44.740,46 euro dal 2011 fino al luglio del 2017, quando l’ente previdenziale gli ha bloccato gli assegni chiedendo anche indietro i soldi versati fino a quel momento. Nei guai era finito anche A.R., 85 anni: tra il 2011 e il 2012, sempre per la procura, aveva percepito indebitamente 15.888,99 euro.
Ieri mattina il sostituto procuratore Marika Ponziani ha chiesto la condanna a un anno di reclusione per entrambi gli imputati.
Ma il difensore degli anziani, l’avvocato Cristian Liberato, è riuscito a dimostrare che entrambi vivevano stabilmente in Italia. (g.let.)
Il capo d’imputazione è identico: «Conseguivano indebitamente l’assegno sociale da parte dell’Inps di Chieti in quanto omettevano di comunicare all’ente erogatore di vivere in Venezuela e, quindi, di non avere residenza sul territorio nazionale, condizione per godere del beneficio di legge». La posizione più delicata era quella di G.D.L., 86 anni: per il pm, ha intascato illecitamente 44.740,46 euro dal 2011 fino al luglio del 2017, quando l’ente previdenziale gli ha bloccato gli assegni chiedendo anche indietro i soldi versati fino a quel momento. Nei guai era finito anche A.R., 85 anni: tra il 2011 e il 2012, sempre per la procura, aveva percepito indebitamente 15.888,99 euro.
Ieri mattina il sostituto procuratore Marika Ponziani ha chiesto la condanna a un anno di reclusione per entrambi gli imputati.
Ma il difensore degli anziani, l’avvocato Cristian Liberato, è riuscito a dimostrare che entrambi vivevano stabilmente in Italia. (g.let.)

