Truffa e bancarotta: denunciati in sedici

21 Giugno 2023

Società fittizie scoperte dalla guardia di finanza: emesse fatture false per oltre un milione e Iva evasa per 240mila euro

ORTONA. Sedici persone sono state denunciate per bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, emissione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale e truffa aggravata ai danni di agenzie di lavoro interinale e dell’Inps. È il risultato di un’indagine condotta dal comando provinciale di Chieti della guardia di finanza, e in particolare dalla tenenza di Ortona con il coordinamento della procura del tribunale di Lanciano. Nel mirino delle fiamme gialle è finito un gruppo che, nel 2018, è entrato nella gestione di una società, spostandone la sede a San Vito.
Secondo la finanza gli indagati erano dediti alla ricerca sistematica di società in crisi, per acquisirne le quote tramite “teste di legno”, cambiarne sede, oggetto e capitale sociale, per poi arrivare al fallimento. In particolare nel 2018 è stato preso il controllo di una società e ne è stata spostata la sede a San Vito Chietino. Poi, con false manovre di bilancio, è stato portato fittiziamente il capitale sociale da tremila a 45mila euro, in modo da dare l’immagine di un’azienda solida e credibile. I finanzieri hanno inoltre accertato che la società operava come “cartiera”: cioè emetteva fatture per operazioni inesistenti a favore di imprese riconducibili a un unico imprenditore. Procedura illecita utilizzata anche da altre due società e da una ditta individuale prive di struttura aziendale e con capitali fittizi, limitata operatività nel tempo e mancato assolvimento degli obblighi tributari. Le tre società cartiere indotte al fallimento e la ditta individuale sono state usate per fare fatture per operazioni inesistenti per oltre un milione e centomila euro: ciò ha permesso a terzi di evadere oltre 240mila euro di Iva.
Un’agenzia di lavoro interinale, che ha fornito alla società di San Vito personale mai impiegato, è stata invece truffata: i lavoratori venivano pagati per fittizi lavori di pulizia e sanificazione dalla società di lavoro interinale, alla quale il committente non ha però corrisposto i compensi per oltre 37mila euro. Questi lavoratori “fantasma” in seguito richiedevano all’Inps il contributo per la disoccupazione.
«Il servizio condotto», evidenzia il comandante provinciale della finanza, il colonnello Michele Iadarola, «è la testimonianza della costante ricerca della trasversalità negli interventi del corpo al contrasto di ogni forma di illecito».
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