Truffano gli anziani Incastrati dal codice Iban

14 Ottobre 2018

Casacanditella, scoperta una banda che mette a segno raggiri con finte riviste Pensionato versa 3.200 euro, poi chiede aiuto ai carabinieri e scattano le denunce

CASACANDITELLA. Prendevano di mira gli anziani ma non lo facevano a caso: studiavano le loro abitudini quotidiane e il loro passato, a partire dal lavoro che facevano. Grazie a quelle informazioni, riuscivano a impaurirli con una minaccia mirata: se non paghi subito questo vecchio debito, saremo costretti a farti causa e dovrai pagarti anche un avvocato. Messi di fronte alla scelta tra pagare o ritrovarsi in tribunale, gli anziani cedevano: uno di loro, con un bonifico ha versato più di tremila euro ai truffatori. Poi, però, ha capito di essere finito in una trappola e ha raccontato tutto ai carabinieri. Adesso, i truffatori delle finte riviste hanno un nome e un cognome: sono stati denunciati per truffa. Si tratta di due uomini, uno di 29 anni di Sesto San Giovanni, S.C., e l’altro di 54 anni di Napoli, B.C., e di una donna di 59 anni di Oristano, R.I..
I tre avevano scelto di colpire nei paesi del Chietino pensando di non essere conosciuti e di passare inosservati. Il piano studiato era quello di far credere ai pensionati di avere debiti per migliaia di euro a causa di vecchi abbonamenti a delle riviste. Gli anziani, solitamente, pagavano una cifra forfettaria per evitare contenziosi e mettersi in regola: i truffatori erano certi di farla franca tanto che si facevano pagare anche con bonifici.
Al pensionato di Casacanditella che si è rivolto ai carabinieri, i tre avevano raccontato di un debito di 5mila euro maturato per l’abbonamento alla rivista di un sindacato delle forze dell’ordine. Preoccupato dall’eventualità di ritrovarsi in tribunale, l’anziano aveva fatto un primo bonifico da 3.200 euro. Poi, però, prima di un altro versamento, il pensionato si è insospettito e ha chiesto aiuto ai carabinieri: grazie al codice Iban, i carabinieri di Casacanditella, guidati dal comandante della compagnia di Chieti, il maggiore Massimo Capobianco, hanno rintracciato i tre. L’indagine, però, non è conclusa: secondo i carabinieri, i tre potrebbero far parte di una banda più grande e gli accertamenti non si fermano per individuare altri complici.