Truffe agli anziani, caccia ai finti medici

30 Novembre 2018

Si spacciano per dottori in visita ma cercano soldi e oro: pensionato derubato di mille euro, un’altra chiama il 113 e sventa l’imbroglio

CHIETI. C’è chi si finge dottoressa e chi si spaccia per il nipote della vittima; chi si presenta come avvocato e chi come appartenente alle forze dell’ordine. I poliziotti della squadra mobile stanno dando la caccia ai truffatori che, negli ultimi giorni, hanno preso di mira gli anziani a Chieti e dintorni. «Sono abili delinquenti che, attraverso consolidati meccanismi di raggiro, riescono a fuggire con somme di denaro anche ingenti e gioielli», spiegano gli investigatori diretti dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio.
La questura, dunque, torna a lanciare un appello: quando c’è il minimo sospetto di essere al centro di un imbroglio, è sempre meglio telefonare al 113. L’ultimo caso sul quale la polizia sta cercando di fare luce è avvenuto poche mattine fa. Un uomo di 83 anni, che vive in un appartamento di Chieti Scalo, è stato avvicinato da una giovane donna che si è spacciata per dottoressa della Asl. La truffatrice si è presentata con modi gentili e ha dimostrato di conoscere bene le condizioni di salute dell’anziano. «Come va il piede, ti fa ancora male?», gli ha domandato. «Andiamo a casa tua per la medicazione». Così il malcapitato ha fatto accomodare nella sua abitazione la sconosciuta che, senza farsi scoprire, ha lasciato la porta socchiusa. Chiaro l’obiettivo: mentre lei stava massaggiando il piede del padrone di casa, un complice è entrato e ha cominciato a girare per le stanze per poi portare via ben mille euro in contanti. Almeno in quel momento l’anziano non si è accorto di nulla. Dopo pochi minuti, la donna ha salutato cordialmente l’ottantenne e si è allontanata in macchina. Quando la vittima ha capito di essere stata raggirata, era ormai troppo tardi.
Una 88enne che vive in centro storico, invece, è riuscita a sventare una truffa. A metà mattinata ha ricevuto sul telefono fisso una chiamata da un sedicente nipote: «Nonna, sta per arrivare il corriere: deve consegnare un pacco con un computer che costa 2.500 euro. Tu paga, non preoccuparti: poi quando torno ti ridò i soldi». In un primo momento la pensionata si è lasciata convincere, tant’è che ha provato a contattare nuovamente il nipote. Non riuscendo però a parlare con lui nonostante numerosi tentativi, ha capito che poteva trattarsi di un imbroglio e ha lanciato l’allarme al 113.
Tra le truffe più diffuse c’è anche quella del falso incidente stradale. I malviventi si spacciano per appartenenti alle forze di polizia o avvocati di compagnie assicurative. Poi chiedono soldi contanti ai malcapitati – a volte parliamo anche di diverse migliaia di euro – per permettere il “rilascio” di un parente della vittima rimasto coinvolto in un fantomatico incidente e bloccato in caserma.