Truffe agli anziani, un arresto e 2 denunce

19 Ottobre 2024

Maxi-operazione in tutta Italia, una vittima del raggiro a San Vito Chietino: 20enne campano in manette, altri due indagati

SAN VITO CHIETINO. Le vittime erano soprattutto donne anziane, che vivevano da sole. La tecnica quella di fingersi avvocati o carabinieri e informare i malcapitati di incidenti stradali in cui era coinvolto qualche loro parente per convincerli a consegnare soldi o gioielli. Sedici sono gli episodi scoperti dai carabinieri in tutta Italia, uno messo a segno anche in Abruzzo, a San Vito Chietino. Uno dei presunti responsabili, un ventenne di origine campana, è stato arrestato per il reato di truffa aggravata continuata. Il giovane è agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Altri due napoletani, di 28 e 22 anni, con ruoli di autista o “palo” solo in alcuni episodi contestati, sono indagati a piede libero.
Il provvedimento, emesso dal Gip del tribunale di Ancona su richiesta della locale Procura, è scaturito dalle indagini svolte dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Osimo, avviate nel giugno scorso, a seguito di una truffa ai danni di una donna di 71 anni che, contattata da un sedicente maresciallo dei carabinieri, aveva consegnato quasi 50.000 euro tra contanti e gioielli per un incidente stradale in cui sarebbe rimasto coinvolto il figlio.
Le indagini hanno accertato come il giovane, dagli ultimi giorni di giugno al 10 agosto, si sarebbe reso responsabile di ben 16 truffe, 13 consumate e 3 tentate. Tutte con lo stesso modus operandi, tristemente noto: due o più complici, con base a Napoli, contattavano le vittime su un telefono di rete fissa e, dopo essersi qualificati come marescialli dei carabinieri o avvocati, riuscivano a convincere le vittime che avrebbero dovuto consegnare a un collega, o a un emissario incaricato della riscossione, soldi o gioielli necessari - a detta dei truffatori - per pratiche burocratiche, spese legali o risarcimenti per incidenti stradali patiti da qualche loro parente, ma in realtà mai avvenuti. Il ruolo del giovane arrestato era proprio quello di recarsi a casa delle vittime e prelevare le somme di denaro o i gioielli. Facendo leva sulla vulnerabilità dei malcapitati, dovuta all’età e allo stato di agitazione indotto, è riuscito a farsi consegnare denaro contante e oro di famiglia per oltre centomila euro. Le truffe sono state compiute tutte nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio dei giorni feriali, fascia oraria in cui è più probabile trovare persone anziane da sole in casa. A seguito di un tentativo di truffa ai primi di luglio, a Osimo, il giovane era stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri: una 59enne aveva ricevuto la chiamata con cui il sedicente “maresciallo” le dava notizia di un incidente in cui era rimasto coinvolto suo marito, con richiesta di denaro da consegnare urgentemente alla controparte. La donna, insospettitasi, era riuscita a contattare i carabinieri che, in brevissimo tempo, avevano organizzato un servizio di osservazione e, dopo aver atteso l’uomo a casa della vittima designata, lo avevano tratto in arresto. Il Gip nell’ordinanza applicativa della misura cautelare, ha sottolineato la pericolosità e la spregiudicatezza del ventenne. Sono ancora in corso le indagini volte a identificare i complici che si occupavano di fare le telefonate.
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