Tubature, depuratori e perdite: Sasi investe 67 milioni per i lavori

29 Dicembre 2022

Il presidente Basterebbe guarda al futuro: «Pronti ad avviare interventi cruciali per ridurre i disagi» Dalla condotta Fara San Martino-Scerni alla ricerca delle reti colabrodo in città: ecco la lista completa

LANCIANO. Venticinque milioni investiti negli ultimi due mesi per la depurazione e altri 57 milioni di euro derivanti dal Pnrr per il settore idrico che permetteranno di realizzare, a partire dal 2023, la terza condotta Fara San Martino-Scerni, il potabilizzatore tra Altino e Roccascalegna e le interconnessioni tra condotte e sorgenti. E poi 14 milioni per la ricerca di perdite sui comuni della costa, oltre a Lanciano e Atessa, fondamentali per recuperare acqua visto che di neve sulla montagna non c’è traccia. Elenca opere e investimenti milionari il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe, ma avverte anche gli utenti che il 2023 sarà un anno difficile da affrontare a causa del costo dell’energia, triplicato. Una mannaia che si è abbattuta sul bilancio che dopo anni di utili, chiude con un risicato pareggio.
IL SETTORE IDRICO
«Qualche anno fa parlavo di 250 milioni di euro necessari a risolvere tutte le criticità legate soprattutto alla disponibilità della risorsa idrica», dice Basterebbe nella conferenza che chiude il 2022, «oggi pur non avendo raggiunto questa cifra, possiamo ritenerci soddisfatti dei 63,7 milioni di euro di finanziamento da Pnrr che ci permetteranno nel 2023 di avviare lavori importanti sulle reti». «I progetti sono stati approvati nel cda di ieri e andranno subito a gara», precisa il direttore dell’area tecnica Pio D’Ippolito, «si tratta di 14.439.520 per il nuovo potabilizzatore tra Altino e Roccascalegna, 7.271.672 euro per la terza condotta da Fara a Casoli e della sostituzione delle pompe ai 4 pozzi di Fara San Martino che sono ormai vecchi. Poi ci sono 19.970.365 per la terza condotta Casoli-Scerni e l’interconnessione tra le sorgenti Del Verde, Avello, Sinello e Capovallone e 1 milione per l’efficientamento reti Avello. Sono opere Pnrr e quindi devono concludersi in 3 anni. Risolveranno quasi definitivamente i disagi dovuti alla mancanza d’acqua, con il recupero di 200 litri al secondo». Acqua da recuperare anche con la ricerca perdite. «Abbiamo investito 14,5 milioni di euro sulla ricerca perdite in 17 Comuni, tra cui Lanciano, Ortona, Casalbordino, Casoli, Atessa», riprende Basterebbe. «Siamo stati i primi a scommettere su questi interventi specifici e i risultati su Vasto e San Salvo ci hanno dato ragione recuperando 50 litri al secondo». Reti nuove e recupero perdite fondamentali visto che la neve scarseggia e si preannuncia un’altra estate rovente.
LA DEPURAZIONE
Si è tornati ad investire anche sulla depurazione, con 25 milioni di lavori appaltati negli ultimi due mesi. «Sono fondi Masterplan», spiega il presidente Sasi, «per due depuratori nuovi a Gissi e Casoli, per migliorare gli impianti che ci sono, ampliarne altri come quello di San Vito che permetterà di chiudere quelli di Rocca San Giovanni e Treglio. Poi c’è il problema della dismissione delle fosse Imhoff. Abbiamo iniziato ad eliminare quelle dei comuni più grandi, come Lanciano e Ortona, ma per dismetterne circa trenta abbiamo utilizzato 5,5 milioni di euro; immaginate quanti fondi servirebbero ancora per eliminarle tutte: sono 580. Ma è un lavoro da fare per evitare sanzioni europee».
«Nello specifico abbiamo appaltato 421 mila euro per il collettore fognario di Vasto», interviene D’Ippolito, «3.922.000 per il depuratore a San Vito e zona ortonese, 1.288.000 euro per la modifica del depuratore di Gissi e della condotta che attraversa il fiume. 4.391.000 per i depuratori del Sangro (Altino, Paglieta, Pizzoferrato) e 1.442.000 per depuratore e condotta a Casoli. I lavori possono partire da gennaio».
il CARO ENERGIA
Se si sorride per investimenti e recupero crediti per quasi 17 milioni di euro, si piange per l’aumento del costo dell’energia elettrica; triplicata. «Nel 2021 abbiamo speso 3,5 milioni», chiude Basterebbe, «nel 2022, 9,5 milioni. E questo ha intaccato il bilancio che chiude con un risicato pareggio, dopo gli utili di 5,5 milioni dello scorso anno. Sono aumenti che paghiamo senza toccare le bollette».