Tubature rotte, si perde il 74% dell’acqua

11 Luglio 2021

Chieti maglia nera in Italia: è peggio delle città del sud, la media nazionale al 37%. A Pescara la dispersione è del 57%

CHIETI. Maglia nera per Chieti nella classifica delle perdite idriche dei capoluoghi di provincia italiani. La città è quella che in assoluto perde più acqua. Le reti colabrodo fanno disperdere nel sottosuolo ben il 74,7% dell’acqua che viene immessa. Un’enormità, se si considera che la media italiana è del 37,3%. I dati arrivano dall’ultimo Rapporto sullo stato delle acque dell’Istat e sono relativi al 2018. Nella top ten degli acquedotti peggiori ci sono tutte città del centro sud. La seconda peggiore è Frosinone (73,8%) , segue Latina (69,7%), poi Salerno (62%), Catania e Catanzaro (57,8%), poi arriva Pescara (57,7%), a seguire Siracusa (57,6%), Campobasso e Caserta (56,8%) e Messina (56,2%).
Sono 12.458 i metri cubi di acqua che quotidianamente vengono immessi nelle reti teatine ma solo 3.156 vengono contabilizzati. Di qui, i rubinetti a secco e anche i problemi di dissesto idrogeologico che funestano la città. Sull’acquedotto colabrodo il gruppo consiliare La Sinistra ha presentato un’interrogazione chiedendo di conoscere quali siano le misure di manutenzione ordinarie e straordinarie messe in atto dall’Aca sulla rete cittadina da luglio 2017, quando Aca è subentrata nella gestione, sino ad oggi. Mentre la società acquedottistica presieduta da Giovanna Brandelli continua con la politica delle chiusure e riduzioni idriche, per far fronte alla carenza d’acqua alle sorgenti, i tre consiglieri della Sinistra, Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Alberta Giannini, richiamano l’Aca alle sue responsabilità. «Ricordiamo», sottolineano i tre, «che nel verbale di trasferimento del servizio idrico integrato sottoscritto il 3 luglio 2017 da Comune e Aca è espressamente previsto che il gestore, vale a dire l’Aca, è tenuto, fra l’altro, alla gestione delle reti di distribuzione con relativa vigilanza e responsabilità sulla qualità e quantità delle acque con ricerca di perdite e riefficientamento delle reti; a progettare e realizzare interventi di ristrutturazione di reti e impianti esistenti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria ecc. Poiché a nostro giudizio non risulta che in questi quattro anni di gestione Aca siano state avviate opere di riefficientamento delle reti, anzi la situazione è notevolmente peggiorata consegnandoci, appunto, il primato nazionale assoluto delle perdite di un bene così prezioso come l’acqua nella nostra interrogazione abbiamo chiesto di conoscere quali siano le azioni che il Comune vuole mettere in atto nei confronti di Aca Spa per le predette notevoli perdite».
Non manca una sottolineatura polemica nei confronti della precedente amministrazione che ha affidato le reti ad Aca, società in concordato preventivo: una scelta giudicata come un «pessimo azzardo».